Luigi Pellicone

L’Inter alza la Grande Muraglia. Gioca male, ma vince. Il fine giustifica i mezzi. E i risultati danno ragione e forza a una squadra che sinora si è inceppata solo a Bologna. Per il resto, solo vittorie. Costruite in modo poco spallettiano, senza dubbio.E senza gioco. Il tecnico toscano ha sempre esaltato la fase offensiva delle squadre che ha allenato. Sinora, invece, l’Inter ha la difesa fra le meno perforate d’Europa.

La Grande Muraglia

L’Inter ha, in questo momento, la coppia centrale migliore del campionato. Di certo, la meno battuta. Miranda e Skriniar si completano alla perfezione. Senso dell’anticipo, lettura del gioco e prestanza fisica l’uno. Velocità, esperienza, marcatura, l’altro. Risultato: appena due gol subiti in sette partite. L’Inter soffre, ma regge. E ha alzato la Grande Muraglia. Una scelta dettata dalla necessità.

Unica soluzione possibile con degli esterni cosi

In questo momento, curare la fase difensiva è l’unica soluzione possibile. Spalletti non ha ancora trovato gli uomini adatto al suo gioco avvolgente. Gli esterni bassi, oltre alla buona volontà, hanno poco altro da offrire. In attesa che Dalbert torni quello di Nizza e Cancelo dia il suo apporto sul lato opposto, le scelte sono obbligate. D’Ambrosio e Nagatomo spingono poco, il meno possibile. Anche perché quando si alzano, spesso sbagliano i tempi di gioco senza palla e rischino di innescare pericolosissime ripartenze.

Meglio fermi che fuori posizione

Candreva e Perisic attaccano poco la profondità e soffrono se la squadra deve costruire gioco perchè tendono più ad aspettare il pallone sui piedi che a dettare l’appoggio. Anche perchè sono frenati: prima di attaccare, devono guardarsi alle spalle. Con quei due la dietro, c’è poco da stare tranquilli. Ergo, le catene sono immobili. E se non vi è movimento senza palla, a chi devono darla i centrocampisti? Ecco perchè Spalletti parla di “gol degli altri”. In queste condizioni servire Icardi, che per caratteristiche è poco partecipe al gioco di squadra, diviene assai complicato.

Dunque, l’Inter soffre.

L’extrema ratio è trovare il gol su iniziativa dei singoli o sfruttando la fisicità. E l’inerzia di essere più forti contro avversari modesti. L’Inter trova il golletto  e lo tesaurizza. Per ora è cosi. Non è detto sia un atteggiamento immutabile: con squadre più votate alla costruzione del gioco come Milan o Napoli, la sensazione è che l’Inter possa dare il meglio di sé “arroccando” e ripartendo in spazi aperti. Situazione ideale per gli esterni che, non più chiamati alla costruzione del gioco, potranno far valere la loro dinamicità.