Luigi Pellicone

L’Inter si inceppa: senza gioco, idee e forza. Spento Borja Valero, si spegne anche l’Inter: solo un calcio di rigore permette ai nerazzurri di uscire indenni dal Dall’Ara e conservare la vetta della classifica. Juventus e Napoli permettendo.

Produzione non all’altezza

Senza regia non si gira un gran film. La sceneggiatura andata in onda in Emilia è da film muto. Poche idee, meno gioco. Il Bologna ha aggredito i due mediani soffocandoli sul piano del ritmo e dell’intensità. Risultato: si spegne la luce. E senza Valero, che incappa in una serata mediocre, si spegne la luce. Senza lo spagnolo che detta tempi e ritmi, l’Inter diventa una squadra prevedibile e con poche soluzioni.

Centrocampo non spallettiano

Tutto molto strano: storicamente, il centrocampo è sempre stato il reparto più decisivo delle squadre di Spalletti e quello con maggiore identità. Tre uomini. Due davanti la difesa: uno di lotta, l’altro di governo. E uno sulla linea degli esterni dietro la prima punta a fungere da incursore. Ecco, appunto. Chi sono i tre? Borja Valero è il regista. Incursore e centrocampista di lotta sono da decifrare. Davanti la difesa, non può essere Vecino. Nè Brozovic. Nè, figurarsi, Joao Mario. Gagliardini è una mezzala. E nessuno di questi  è un incursore. Ergo, c’è poco da stupirsi se l’Inter fatica a produrre gioco.

Senza le ali non si vola

L’ultima ancora a cui aggrapparsi nel mare magnum della confusione, a questo punto, restano le individualità. Icardi si conferma un goleador di razza, ma ha ricevuto pochi palloni giocabili. Serataccia anche per Perisic e Candreva. E se le ali non saltano l’uomo, l’Inter che ha sempre sofferto questa partita per ritmo e intensità, smarriti anche i singoli, non vola. Non spaventa il pari, quanto l’involuzione di gioco. A Crotone è andata bene. A Bologna meno. Urge trovare soluzione. Anche Eder, provato come trequartista è sembrata più una scommessa che una convinzione. Forse è un’Inter da 4-3-3 che da 4-2-3-1?