Redazione

Spalletti ha perso la pazienza. Show post Fiorentina-Inter. E al netto del siparietto che sta spopolando in rete, per i tifosi dell’Inter c’è poco da ridere. La sfida del Franchi ha evidenziato una pericolosa tendenza: l’Inter che non vince da un mese, è statica, stanca e prevedibile in avanti e permeabile in difesa. E se non si accendono Perisic e Icardi la luce resta spenta. La barca inizia a prendere acqua. E il nocchiero, la bussola ce l’ha?

Spalletti nervoso, Spalletti…pericoloso

Spalletti a nervi scoperti ricorda da vicino quello visto negli ultimi tempi a Roma, anche se, rispetto alla stagione trascorsa nella Capitale, non deve convivere con un ambiente spaccato in due. Al netto, però, gli atteggiamenti sono identici: un palese disagio nascosto dietro un riso amaro che trasuda insoddisfazione. Il tecnico toscano ha probabilmente portato l’Inter oltre i propri limiti. La sensazione è che la “vera” sia questa, ovvero neanche da podio. Del resto, l’obiettivo è centrare la Champions. Il problema è che l’Inter ha profuso il 200% delle forze per restare davanti a Juve e Napoli e adesso deve rendere al 100% per resistere fra le prime quattro. Con una coperta corta…

Manca il centrale…e la serenità

Sostenere che all’Inter manchi un centrale è pari alla scoperta dell’acqua calda. Le parole di Spalletti sono chiare: il tecnico è entrato a gamba tesa sul mercato, sollecitando la società. Non vuole solo un rinforzo, ma almeno due. Soffermandosi, in particolare, sul concetto di “riconquista del pallone”. Traduzione: manca quantità oltre che qualità.  Spalletti vuole una squadra di impatto fisico. Quindi un trequartista è l’ultima carta che gli interessa. Cosi come i problemi della società. La scorsa estate ha accettato, più nolente che volente, un mercato funzionale convinto che a gennaio qualcosa sarebbe cambiato. Adesso ha preso atto che anche il 2018 non porterà alcun big. Quindi chiede almeno un paio di ritocchi. Altrimenti ogni porta sarà lasciata aperta. Spalletti ha un passato molto chiaro: dei contratti gli importa poco, vuole un progetto tecnico importante. Se la campagna acquisti non lo soddisfa, potrebbe anche prendere decisioni clamorose. E l’Inter questo lusso, non può permetterselo. Non si può cambiare allenatore ogni anno.