Luigi Pellicone

Spal un indizio. Crotone una coincidenza. Bologna, una prova: il centrocampo dell’Inter soffre da morire nel costruire gioco. Problemi di uomini, più che di modulo. Semplicemente non adattabili al 4-2-3-1.

Una mediana incompleta

Senza incontrista e incursore è tutto molto complicato. Il centrocampo spallettiano ha un’identità assolutamente chiara: il 4-2-3-1 prevede due uomini davanti la difesa. Uno è il costruttore di gioco e governa la squadra, l’altro è l’incontrista: deputato a recuperare palloni e funge da difensore aggiunto. Poi, nella linea dei tre c’è l’incursore, il centrocampista “back to back” chiamato a percorrere in campo il verticale per portare il primo pressing sul portatore e lanciarsi a rimorchio negli spazi creati dai movimenti degli esterni e dell’attaccante. Orbene, dei tre profili richiesti, l’Inter ne ha solo uno: Borja Valero. Il resto? Vecino non è un incontrista, ma non ha i piedi per giocare come incursore. Joao Mario è l’esatto opposto. Ha i piedi per giocare sulla trequarti, ma non ha l’agonismo necessario per andare a recuperare palloni e rincorrere avversari. L’ideale sarebbe fonderli. In lista c’è anche Gagliardini che per caratteristiche è un interno di centrocampo, difficilmente collocabile. Brozovic è assolutamente inaffidabile.

Forse è meglio cambiare modulo?

Considerato che le ali non mancano e spesso fungono da discriminanti e preso atto dell’impossibilità di adattare il materiale umano al 4-2-3-1 Spalletti potrebbe, come spesso gli è successo in carriera, cambiare modulo in corsa. Questa Inter sembra più adatta e forse lo è per un 4-3-3 o un 4-3-2-1 ad Albero di Natale. Schierare un centrocampo a tre è un doppio vantaggio. Si rinuncia a chi comunque non c’è, ovvero all’incontrista e all’incursore e guadagna due mezzali. Nel 4-3-3 l’Inter conserva Borja Valero come regista, riconsegna Vecino al suo ruolo di interno e recupera anche Gagliardini. Lì davanti cambierebbe poco: anche le alternative non mancano: Candreva e Perisic esterni, con Karamoh ed Eder come ricambi. Joao Mario potrebbe giocare come trequartista puro oppure subentrare e trasformare il 4-3-3 in un 4-3-2-1 con accanto Perisic. Le soluzioni non mancano. E Spalletti ci sta pensando.