Luigi Pellicone

Tre indizi costituiscono una prova. All’Inter, (più) di qualcosa è cambiato: gruppo solido, idea di squadra e atteggiamenti assolutamente inediti. La partita con il Chelsea regala, al di là del risultato, la sensazione che chi volesse andare via sia pienamente coinvolto nel progetto tecnico e, sopratutto, motivazionale del tecnico toscano. Due casi su tutti, e non casuali: Perisic e Jovetic, due ragazzi dal carattere particolarmente sensibile e parecchio umorali. Se Spalletti ha conquistato anche loro, significa che il suo progetto è davvero valido.

Perisic, uno schiaffone al mercato

Che Perisic fosse un campione, si sapeva. Spalletti può trasformarlo in un crack. Il principale difetto del croato, del resto, è sempre stata la continuità di rendimento nell’arco dei 90′ di gioco. Anche in questo caso, il tecnico toscano ha lavorato benissimo su un calciatore che già si vedeva da un’altra parte (ricordate la foro di inizio ritiro?) restituendolo al ruolo di elemento imprescindibile.

Perisic ha assorbito la fiducia dell’allenatore e l’ha fatta sua, trasferendola sul campo. Attento, concentrato, determinato, quasi feroce. Un Perisic così, è un top player irrinunciabile. Anche lui appare pienamente coinvolto nel progetto. Da solo, semina avversari e panico. Qualora decidesse di restare, da quella parte, l’Inter è a postissimo.

Jovetic, due gol e l’orgoglio ritrovato

Altro oggetto misterioso ritrovatosi in questo inizio di stagione dopo due stagioni assolutamente anonime, culminate con il prestito al Siviglia. Il Montenegrino è stato chiaro. La sua esultanza non lascia spazio a interpretazione: “Io resto qui”.

E pensare che, come tanti altri, voleva lasciare Milano. La domanda è se con Jovetic si possa gestire il turnover. Beh, Assolutamente si anche perché il ragazzo ha talento e personalità per “costringere” il “lungodegente”Icardi ad impegnarsi di più. Il puntero si preoccupi: Jovetic, due gol in tre partite, si muove benissimo nella sua nuova posizione e non si vuole muovere dal Suning Center. Evidentemente, e proprio come gli altri, ha subodorato la possibilità di una stagione di grandi soddisfazioni.