Luigi Pellicone

Al San Paolo, protetti da San..Palo. Inter fortunata? Beh, di certo i nerazzurri non sono invisi alla Dea Bendata. I numeri dicono che la squadra di Spalletti è al primo posto a favore per pali “subìti”. Ben otto, in altrettante partite disputate. Un “quid” che, sommato alle prodezze di Handanovic, secondo detrattori e diffidenti (e non sono pochi, anche fra la tifoseria nerazzurra, scottata da grandi inizi e pessimi arrivi) si traduce in una classifica “generosa”. Con i se e i me, però, non si scrivono storie. Conta il risultato. E, al netto della “fortuna”, il secondo posto in classifica non è certo figlio del caso.

Identità e organizzazione difensiva

Spalletti avrà anche la sorte dalla sua, ma ha lavorato, e bene, sull’organizzazione difensiva. Sabatini ha azzeccato l’acquisto di Skriniar, pagato la metà di Bonucci e oggi fra i migliori prospetti difensivi del campionato. Il tecnico di Certaldo ci ha messo il resto: una grande densità davanti alla coppia centrale, che costringe gli avversari ad allargare il gioco sulle fasce senza concedere profondità: i cross che arrivano in area sono sempre a difesa schierata, ben controllati da Miranda e dallo slovacco, che fanno valere chili e centimetri nel gioco aereo. L’Inter gioca anche abbastanza lunga e con una linea a quattro piuttosto bassa. Quanto basta per evitare di rincorrere l’avversario. Non a caso non si vede più Handanovic alle prese con gli uno contro uno, come gli accadeva spesso e (mal)volentieri nella scorsa stagione.

Un’arma in più contro il Napoli

Il segreto della compattezza difensiva nerazzurra si chiama Giovanni Martusciello. È lui che cura con lavoro certosino la fase di non possesso dell’Inter e i movimenti della linea a quattro. Una collaborazione particolarmente fruttuosa e che potrebbe anche essere un’arma in più contro il Napoli. Martusciello, infatti, è stato secondo di Sarri. Hanno lavorato insieme dal 2012 al 2015. Ne conosce dunque benissimo pregi e difetti e può indirizzare i nerazzurri nel big match della nona di campionato. Sempre sperando che al San Paolo il quasi omonimo San Palo continui a proteggere l’Inter.