Redazione

Un Spalletti sicuro, quasi spavaldo. Il tecnico dell’Inter affronta il derby con la serenità dei nervi distesi, grazie a un rassicurante +7 in classifica e alla consapevolezza che è il Milan ad avere tutto da perdere. Talmente certo di sè da scherzare sulle parole di Mirabelli, paragonato nientemeno che al “prete di frittole” di Troisiana memoria. Uno schiaffo in piena regola. Al dirigente rossonero e alla…scaramanzia.

Primo vero esame per Spalletti

I pensieri e soprattutto le parole di Luciano Spalletti rischiano di trasformarsi in un boomerang: il tecnico di Certaldo ha un vantaggio cospicuo sui dirimpettai, ed è vero che se il Milan è (parecchio) dietro è per demerito. É altrettanto innegabile, però, che la stracittadina sia il primo vero esame per la squadra nerazzurra. Il derby potrà spiegare tante cose: Inter è davvero grande o “l’è lassù” per fortuna e calendario favorevole?

Beh, i detrattori sostengono la tesi della fortuna

Le risicate vittorie di Crotone e Benevento, unite ai tre punti casalinghi contro il Genoa, giocano a favore di chi ritiene che questa Inter sia troppo brutta per essere anche vincente. E i più maligni ritengono che, prima o poi, quando la fortuna girerà le spalle, i nerazzurri rientreranno nei ranghi. Ecco, in questo senso, una sconfitta nel derby potrebbe segnare uno spartiacque. E la domanda “fu vera gloria?” potrebbe allargarsi ed assumere i contorni di un altro interrogativo: sarà grande Inter?

Vincere il derby significa sconfiggere la diffidenza

Non tutti, nonostante i risultati, sono dalla parte di Spalletti. Il tifoso interista è una razza esigente. E prima di aprire le porte della fiducia e lasciarci dentro le dita, ci pensa due volte. Due, quante le vittorie considerate figlie del caso più che del merito (Crotone e Benevento) e due come i precedenti che l’hanno illusa (Stramaccioni e la seconda era Mancini). L’Inter, in campionato, è spesso partita bene. Il problema è che poi si è persa per strada o si è piantata, inserendo le quattro frecce in corsia d’emergenza e con il motore in panne. Spalletti non si illuda: ha iniziato alla grande, ma per guadagnarsi la fiducia serve (tanto) altro. A cominciare da vincere il derby.