Dario Marchetti

L’Inter vince, convince e diverte. A San Siro non vedevano una squadra così da tempo, la prima di Luciano Spalletti assomiglia molto alla nona di Beethoven. Pronti, via e già due a zero contro la Fiorentina dell’ex Pioli. A segnare, neanche a dirlo, Mauro Icardi.

La prima mezz’ora nerazzurra è sinfonia pura

Gioco veloce, fluido e verticale. Come se i dettami del tecnico di Certaldo fossero uno spartito imparato da tempo. La realtà, invece, è un’altra. La nuova Inter ha iniziato a conoscersi i primi di luglio tra un ritiro a Riscone e una tournée in Cina con tanto di International Champions Cup vinta. Da qui lo stupore generale dopo aver visto una Fiorentina assolutamente impotente. Spalletti è riuscito ad entrare nella testa dei suoi calciatori, anche in quelli che sembravano dover lasciare Milano. Vedi Perisic e Candreva. Il calo nella ripresa è fisiologico, ma i margini di miglioramento sono tanti e se dopo tre mesi di lavoro i frutti sono questi, i tifosi non possono che essere felici.

Subito alla prova degli…ex

Già dalla prossima settimana, però, il test sarà più probante. Spalletti ritroverà l’Olimpico, la Roma e le prime trappole di una stampa che secondo lui non lo ha mai lasciato libero di lavorare. Uscire con i tre punti dalla Capitale equivarrebbe a chiudere ogni ponte con il passato. Il clima sarà ostile e l’ombra di Totti tornerà ad aleggiare sulla sua testa. Vincere diventa dunque l’unica parola ammessa dal dizionario nerazzurro e più che una sfida di calcio sarà una sfida con se stesso. Dimostrare di aver lasciato alle spalle ogni rapporto con i colori giallorossi e non potrebbe essere altrimenti dopo le dichiarazioni della passata stagione. “Tornassi indietro non allenerei mai la Roma” disse uscendo vittorioso da San Siro contro il Milan. Adesso il suo unico pensiero deve essere il bene dell’Inter e il bottino pieno prima della sosta per le nazionali porterebbe la squadra nerazzurra tra le contendenti al titolo.

Il sogno scudetto

D’altronde le premesse sono ottime. L’assenza dalle coppe permetterà all’Inter di concentrarsi esclusivamente sul campionato e la profondità di rosa dovrebbe lasciare dormire sonni tranquilli a tecnico e società. Solamente dietro Icardi possono essere cinque le soluzioni adottate. Da Borja Valero, a Brozovic, passando per Eder, Jovetic e Perisic. In difesa mancano due tasselli, ma l’arrivo imminente di Joao Cancelo dal Valencia e gli undici giorni restanti di mercato faranno il resto. Insomma l’Inter potrebbe ricalcare il cammino già percorso dalla Juventus al primo anno con Antonio Conte. Niente Europa, squadra completa e un allenatore pronto a salire sul tetto d’Italia per il definitivo salto di qualità.