Luigi Pellicone

Spalletti neanche un…Capello. Nel senso che neanche l’allenatore di Pieris riuscirebbe a giocare un calcio così “povero” quanto redditizio. Questa Inter non piacerà agli esteti, ma è solida. Semplicemente, ci si va a sbattere contro. La trasferta calabrese si può riassumere in una sceneggiatura da film: Il bello, il brutto e il cattivo.

Il bello è Skriniar: il principe della difesa

Da Crotone a…Crotone, è tutto cosi profondamente diverso. Lo scorso anno l’Inter assapora una delle sconfitte più amare della propria storia recente. Quest’anno soffre, ma vince e resta persino con la porta inviolata. L’Inter subisce ma resiste: e ha la conferma di avere un campione assoluto. L’unico difetto di Skriniar è che si chiama…Milan. Per il resto è perfetto. Pulito, elegante, padrone assoluto della difesa. Legge in anticipo ogni situazione di gioco. Non perde mai le distanze, regge con autorità la linea difensiva. E se si trasforma anche in goleador, beh. Una gran bella presa di Sabatini. 23 milioni. Oggi ne vale quasi il doppio.

Il brutto è il gioco

Non è tutto oro quello che luccica: l’Inter non è bellissima. Neanche simpatica. Anzi, a dirla tutta, è bruttina. Fatica parecchio, forse anche più del dovuto nel proporre il calcio spallettiano. La manovra è poco fluida, la transizione difficoltosa. Subisce l’iniziativa dell’avversario, fatica, anche troppo, contro squadre inferiori sotto il profilo tecnico. La squadra, per ora, si affida alla solidità e alle giocate dei singoli. Se “cicca” Icardi, ci pensa Perisic. Tutto ciò che è creato, è conservato da una difesa divenuta impermeabile.

Il cattivo è…Spalletti

Il cattivo, infine è Spalletti. La sua squadra insegue la vittoria con una determinazione quasi feroce. Il tecnico toscano ricorda, per certi versi, Capello. Meno, molto meno spettacolare, ma concreto. Eliminati ghirigori e barocchismi, contano i tre punti. Risultato: la sua Inter non gioca benissimo, ma raccoglie tantissimo. 10 gol fatti, una rete subita. Quattro partite 12 punti. Discutibile sul piano dell’estetica. Intoccabile su quello dei risultati. Primo e a punteggio pieno, non sbagliando mai contro le piccole. Gli scudetti si vincono così. Con la miglior difesa e senza perdere punti nelle partite “facili”.