Redazione

L’Inter dei record. Nello stesso anno. Spalletti è riuscito a eguagliare Mourinho ma anche…Pioli. Record negativo di partite senza vittorie. Ben otto, come ai tempi del tecnico ora a Firenze. Quanto basta per un esonero? Spalletti è sicuro del posto sino a giugno. Poi si vedrà. Non a caso Suning non si è esposto più di tanto sul mercato. E fonti molto vincine all’anima cinese sostengono che la proprietà avrebbe preso atto della possibiltà di restare fuori dall’Europa che conta. Ergo, non ha rischiato investimenti che avrebbero reso complicato il pareggio di bilancio.

Squadra e Spalletti in confusione

Si parla molto del clan dei “croati”. Brozovic e Perisic ne indovinano poche, ma paradossalmente il gioco non dovrebbe dipendere dalle lune dei calciatori. Se l’impianto di gioco non assorbe un giocatore in luna calante, la colpa è di chi sta in panchina.  Spalletti si è assunto la piena responsabilità e non è riuscito a organizzare uno spartito. La squadra non costruisce gioco. Allo status quo, il tecnico di Certaldo sta centrando il bersaglio. Gli era stato chiesta la zona Champions. Il problema è come ci è arrivato.  Il quarto posto attuale è figlio di un crollo verticale che sembra senza uscita. E di questo passo non verrà mantenuto. Al netto delle telenovele social, la squadra si è sciolta. La sensazione è che abbia costruito le proprie fortune in due modi: o ha “picchiato” o ha punto in contropiede. Quando ha dovuto creare, si è persa.

Aspettative troppo alte

Stupisce chi si stupisce. Il centrocampo titolare è formato da elementi che militavano in squadre di metà classifica e da calciatori che già erano in rosa, senza avere mai avuto le qualità e la continuità per spingere l’Inter ai primissimi posti. Alla luce dei fatti il rendimento generale è nelle corde di una squadra che ha i pregi e i difetti di una rosa imperfetta. Non a caso, al netto del risultato, la resa dell’Inter, dal punto di vista della prestazione, non è neanche troppo differente rispetto a quando vinceva. La chiave è tutta qui. L’Inter non ha mai avuto un gioco. Semplicemente stava meglio degli altri. Il calo fisico si è accompagnato a quello dei risultati. Inevitabile, in funzione delle reali qualità della squadra. L’Inter è dove merita di essere. Fra quarto e quinto posto. E adesso deve raccapezzarsi nella nuova realtà.