Redazione

Ultime ore a disposizione per risolvere il “caso umano”. Marotta ha definito così Spinazzola. L’esterno sinistro basso dell’Atalanta coltiva ancora, ricambiato, fra l’altro, la speranza di tornare alla Juventus prima della scadenza naturale del prestito.

Prigioniero di un sogno

L’atteggiamenti del calciatore è comprensibile. Spinazzola appartiene a quelli che, per un motivo o per un altro, si sono ritrovati a gravitare nell’orbita Juventus senza riuscire mai a farne parte. Per la serie: magari esplode, altrimenti buona e onesta carriera altrove. Beh, è esploso. Così fragorosamente che forse non se lo aspettava neanche lui. E dunque? Adesso che il traguardo è a portata di mano, c’è il sacro terrore di non coglierlo. Il 2018 è diventato troppo lontano, quasi impossibile da attendere. Del resto, in nove mesi si genera o si cambia una vita. E allora, perché affidarsi all’incognito? Perché non cogliere l’opportunità?

Cosa può dare Spinazzola alla Juventus?

Spinazzola sta ricalcando la storia di Zambrotta. Nato come esterno altro, e neanche tutto questo granché nell’interpretazione del ruolo, si converte con il tempo in esterno a tutta fascia, in modo da sviluppare la potenza partendo da dietro,  giovandosi dall’avere più campo a disposizione. Alla Juventus potrebbe servire? Eccome. Il ragazzo macina chilometri con grande serenità e senza cali fisici nell’arco dei 90′ di gioco. Ha aggiunto le doti di terzino a quelle di attaccante. Quindi conserva dribbling, facilità di calcio, piedi educati, fisicità e cattiveria nei contrasti. Nel 4-3-3 o 4-2-3-1 di Allegri non può sostituire uno qualsiasi degli esterni. Piuttosto, un’ottima alternativa ad Alex Sandro.

Sicuro che sia da Juventus? Un’ansia che tradisce insicurezza

Restano comunque alcune incognite, legate sopratutto al rendimento di alcuni calciatori estrapolati dal contesto tattico di un allenatore capace come pochi di esaltare il collettivo e quindi le doti di ogni singolo interprete dello spartito. Ecco, forse la paura di Spinazzola nasce proprio dalla consapevolezza di aver vissuto una stagione straordinaria e forse irripetibile. Quindi, tutto sommato, la Juve non ha tutti i torti qualora decidesse per la controprova.