Redazione

Spogliatoio bollente, spogliatoio vincente? A Parigi lo sperano tutti, perchè la spaccatura tra le due anime del Paris Saint-Germain è sempre più ampia e comincia a preoccupare non poco. In primis Emery, costretto a barcamenarsi e a mantenere un precario equilibrio in modo da non pregiudicare la cavalcata finora trionfale della sua squadra. Che è composta da calciatori che nelle segrete stanze si guardano in cagnesco, ma che poi sul campo riescono ad essere coesi. Ora però arriva il momento clou della stagione, non tanto in Francia, dove il campionato sembra già assegnato ai capitolini, quanto in Champions League, dove ad attendere i parigini c’è il Real.

L’invettiva di Thiago Silva aumenta la spaccatura

Compito quindi di capitan Thiago Silva risvegliare gli animi dei compagni di squadra in vista del rush finale. Peccato che oltre agli animi, abbia risvegliato anche i bollenti spiriti, rimarcando ulteriormente la già evidente spaccatura tra il clan dei brasiliani (di cui fanno parte Neymar, Dani Alves, ma anche il neo arrivato Mbappè) e la vecchia guardia, l’anima argentina e uruguaiana di Pastore, Di Maria e Cavani. Proprio i due ex Palermo sono tornati in ritardo dalle vacanze, beccandosi la reprimenda di Thiago Silva per comportamenti non consoni allo spirito di gruppo. Ma Pastore non ci sta, perchè il capitano ha inserito anche la sua situazione nei confronti della società, di cui l’argentino sostiene di non aver mai parlato con il centrale brasiliano. Tutto ciò via social network, come se lo spogliatoio neanche esistesse.

L’Inter del Triplete, litigiosa e vincente

Certo, la spaccatura non è necessariamente preludio alla sconfitta, come dimostra più di qualche storia di gruppi totalmente spaccati, ma vincenti. Viene in mente immediatamente l’Inter di Mourinho, in cui lo storico gruppo argentino di capitan Zanetti, Cambiasso e Milito detestava cordialmente il resto della squadra. Non che i risultati abbiano parlato a sfavore di quello spogliatoio, dato che il triplete è arrivato nonostante più di qualche resa dei conti interna. Per non tornare alla leggendaria Lazio di Maestrelli, le cui partitelle in famiglia erano vere e proprie guerre, ma poi la domenica tornava ad essere un gruppo coeso e in grado di aggiudicarsi uno Scudetto storico.

Francia e Real, la variabile Zidane

Ma non è neanche così scontato che le spaccature portino solo effetti positivi, anzi, i casi in cui le stagioni vengono irrimediabilmente compromesse da litigi e gelosie interne. Come la Francia 2002, campione del mondo in carica e uscita al primo turno tra i fischi perchè non in grado di segnare neanche una rete a Senegal, Danimarca e Uruguay. Motivo? Il contrasto tra quelli che quattro anni prima avevano conquistato il mondo. Per non parlare del Real Madrid di Benitez, a cui la fronda di Ronaldo, Isco e James Rodriguez è costata la panchina nonostante il supporto dell’anima spagnola del club (Xabi Alonso su tutti). Quella stessa squadra però, sotto la guida di Zidane, ha saputo ricompattarsi e…andare a vincere la Champions. Quella coppa che Real e PSG si contenderanno, non in finale, ma agli ottavi, tra un mese o giù di lì. Corsi e ricorsi storici. Vincerà lo spogliatoio spaccato o quello (apparentemente) in armonia? Chissà.