Redazione

Sporting-Juventus è la fotocopia della partita d’andata. Cambia il risultato, un pari, che aiuta non poco i bianconeri. I portoghesi mettono in grave difficoltà i vicecampioni d’Europa, che per più di un’ora restano con un piede e tre dita fuori dalla Champions. Una Juve bruttina, che fa arrabbiare il mister, ma poi ci pensa Higuain. Decisivo almeno quanto Allegri, che trasforma con un colpo di bacchetta una Juve caduta in uno stato quasi di ipnosi, in una serata in cui le streghe le ha viste davvero da vicino. Fuori De Sciglio, dentro Costa. Dalla difesa a 4 al 3 e ½ et voila, il gioco è fatto.

Centrocampo bianconero ipnotizzato

Il centrocampo della Juventus rimane imbrigliato, quasi addormentato dalla ragnatela portoghese. Sporting squadra appiccicosa come pochi: gioca un calcio di densità e possesso, che impedisce alla Juventus di alzare i ritmi e rendersi pericolosa. Pjanic è troppo lezioso fra le linee. Khedira ha poca forza e meno intensità. Risultato: una Juventus compassata, di manovra anche (troppo) sotto ritmo. E, proprio come è successo all’andata, va sotto di una rete. Anche in occasione del gol, mancano le marcature preventive. Pjanic e Cuadrado sono a pochi passi, quanto basta per essere in ritardo.

La bacchetta magica di Allegri

Il centrocampo non gira, gli esterni latitano. Sandro continua la sua fase involutiva: tanti appoggi sbagliati, una sensazione di svagatezza. De Sciglio gioca i primi 65′ con i consueti pregi e difetti. Troppi per fungere da discriminante in Europa. Quando lascia il posto a Douglas Costa la scelta è chiara. Meglio a tre e mezzo dietro, con quello che passa il convento. Nell’Europa che conta, generosità e quantità non bastano. O, meglio, sono componenti necessarie da abbinare alla qualità. Non a caso la Juventus comincia a girare con l’ingresso di Douglas Costa e di Matuidi. Due uomini che hanno entrambe le caratteristiche. Come le ha Cuadrado. Il colombiano è una pedina fondamentale, intoccabile nello scacchiere bianconero. Non a caso è lui a innescare il gol del Pipita. Per trasformare una notte stregata in una favola serviva fantasia. La scintilla arriva dai cambi e l’apprendista stregone, nella notte della paura, è Max Allegri.