Redazione

La lunga serata di Giorgio Squinzi. Sassuolo-Milan doveva essere una sfida di alta quota, ma si è trasformata in una serata complicata da vivere per il patron. Qualunque sia il finale di questa partita, probabilmente sarà esiziale per il destino di uno dei “suoi” allenatori.

Bucchi e Montella hanno un destino in comune…

Montella e Bucchi, Sassuolo e Milan hanno un destino in comune. Esaurito il credito con la piazza, più che con la dirigenza. Il Sassuolo è in piena zona retrocessione ma Squinzi, potesse, continuerebbe volentieri con il suo allenatore. Se non altro per percepirne i reali limiti. Dodici giornate sono effettivamente poche per stabilire l’incidenza del lavoro, ma abbastanza per i tifosi, che vedono da vicino l’incubo della Serie B. La fiducia a Bucchi al momento è confermata. Anche dopo Sassuolo-Milan?

Montella vive una situazione analoga, ma dalle pieghe differenti. La sua avventura è comunque da considerarsi chiusa, a giugno non sarà confermato. Però la dirigenza rossonera, a meno che la situazione non diventi insostenibile, vorrebbe lasciarlo sulla panchina sino a giugno. Se non altro per non compromettere la possibilità di arrivare a Conte.

…e un futuro quasi segnato

Non solo il destino in comune, anche le difficoltà. Sia Montella che Bucchi si sono “incartati” in questo inizio di stagione: i due tecnici hanno incrociato le loro scelte “a ritroso”. L’allenatore del Sassuolo è partito dal 3-5-2 salvo invertire a U e tornare al 4-3-3 sulle orme difrancescane. Un modulo che la squadra conosce e anche bene. Il Milan invece è partito dal 4-3-3 per poi passare al 3-5-2 e quindi al 3-4-2-1. La sensazione è che sia Montella che Bucchi volessero lasciare un’impronta diversa, ma si siano piegati all’esigenza di “adeguarsi” alla rosa a disposizione. Senza reale convinzione. E i risultati si vedono. Confusione a tutti i livelli. Tecnico, tattico e di spogliatoio. Adesso i nodi sono venuti al pettine. E Squinzi, attivamente o passivamente, uno ne scioglierà…