Matteo Muoio

Si può rifiutare il Barcellona a 34 anni, con la piena consapevolezza di perdere l’ultimo treno importante della carriera? Sì, se ti chiami Darijo Srna e come lui ti senti indissolubilmente legato alla società in cui sei diventato grande. Due giorni fa, in occasione del suo 35esimo compleanno, il difensore croato ha firmato il rinnovo con lo Shaktar fino al 2018, chiuderà la carriera in Ucraina. Il presidente Achmetov gli ha fatto un bel regalo, ha assecondato il desiderio del capitano, che ha impugnato carta e penna senza nemmeno voler leggere le cifre. Con buona pace del Barcellona, che lo aveva cercato sia in estate che a gennaio e lo avrebbe volentieri portato in Catalogna pure dalla prossima stagione, garantendogli un impiego part time da alternativa di lusso ai titolari.

srna-rinnovo

Srna e il presidente Achmetov con il contratto

Darjio Srna: nato in fuga dalla guerra

“Voglio terminare la mia carriera qui. Quando il presidente mi ha detto che mi avrebbe offerto un nuovo contratto, l’ho solo ringraziato. Ho accettato immediatamente la proposta. Sì, mi voleva il Barcellona, ma come ho già detto in passato il mio cuore è qui. Sono felice allo Shakhtar, questa per me è una famiglia. Ho detto al presidente che avrei preferito vincere il campionato con lo Shakhtar che la Champions League col Barça. Se me ne fossi andato da qui non me lo sarei mai perdonato. Amo e rispetto così tanto lo Shakhtar che non pretenderò di giocare a ogni costo. Non appena capirò di essere stanco e di non avere più entusiasmo, non tenterò di giocare il più possibile solo per raggiungere nuovi record”. Queste le parole di Srna al canale ufficiale dello Shaktar nel giorno del rinnovo. La vita gli ha insegnato che soldi, gloria e blasone non sono tutto, anche se fai il calciatore. Un’infanzia difficilissima, segnata dalla guerra, che costrinse il padre a fuggire prima in Bosnia e poi a Metkovic, in Croazia, dov’è nato Darjio; Srna senior fu l’unico a salvarsi, tutta la sua famiglia fu assassinata dai nazionalisti serbi. E’ morto durante gli ultimi Europei, mentre guardava il figlio giocare da capitano la sfida tra Croazia e Turchia. Uno dei due fratelli di Darjio, Igor, è affetto dalla Sindrome di Down, Srna ci è molto legato e per anni lo ha tenuto con sé in Ucraina.

TRA I PIU’ SOTTOVALUTATI
Srna in croato vuol dire “cervo”, e Darjio questo animale ce l’ha tatuato; simbolo di fedeltà, come quella che ha giurato allo Shaktar, dove è arrivato nel 2003 dopo i primi anni in patria con l’Hajduk. Ha vissuto da protagonista l’epopea dei minatori, che dal suo arrivo hanno vinto 8 campionati ucraini, 6 coppe nazionali, 7 Supecoppe d’Ucraina e la storica Coppa Uefa del 2009; in quella finale, contro i tedeschi del Werder, fu suo l’assist per la rete decisiva di Jadson. Capitano dal 2009, con 518 apparizioni complessive è il secondo giocatore con più presenze nella storia del club e le 49 reti ne fanno il difensore più prolifico di sempre. Per chi non lo conoscesse bene, Srna ha un destro educatissimo ed è tra i migliori battitori da fermo del continente. Con la Croazia, invece, è primatista assoluto di presenze, 134. Ha lasciato la nazionale della Sahovnica dopo Francia 2016, era capitano dal 2009, ha partecipato a 4 edizioni dell’Europeo e 2 Mondiali. Darjio Srna è un ottimo giocatore, probabilmente per anni è stato tra i migliori laterali difensivi d’Europa nonché uno dei più sottovalutati; avesse calcato palcoscenici più importanti oggi godrebbe della giusta considerazione. A lui comunque non importa, ha rifiutato il Barcellona sul viale del tramonto per rimanere in famiglia.

Srna con la Coppa Uefa del 2009