Redazione

di Nino Santarelli 

Ultimo stadio. Il calcio italiano vive da anni una crisi profonda e irreversibile. Il dato sugli spettatori paganti nelle prime giornate di campionato, -5% rispetto alla passata stagione, lascia spazio a pochi dubbi. In Italia il 50% dei posti disponibili negli stadi rimane vuoto. L’unica eccezione nel nostro paese è rappresentata dallo Juventus Stadium. In tutte le altre realtà il crollo degli spettatori è netto. Il big match dell’ultima giornata Roma-Inter ha fatto registrare solo 36 mila spettatori. Al San Paolo per Napoli-Chievo con gli azzurri secondi in classifica erano in 20 mila. In Italia spesso si gioca in stadi vuoti. E’ il caso del Crotone costretto alla sua prima stagione di serie A al trasloco forzato nelle partite in casa a Pescara. I paganti per Crotone-Atalanta erano 522. Vuoto era anche l’Olimpico di Roma domenica 25 settembre in occasione di Lazio-Empoli giocata di fronte a 10 mila persone.

L'Olimpico di Roma durante una partita della Lazio

L’Olimpico di Roma durante una partita della Lazio

Andare allo stadio è diventato difficile

Questo trend che sembra difficile da invertire va avanti da una decina di anni. Secondo un sondaggio condotto da Demos per Repubblica gli italiani che si dichiaravano tifosi nel 2009 erano il 62%, oggi invece sono il 38%. Il calo è del 22%. In questi anni tutte le squadre hanno perso tifosi, anche la Juventus che però con lo stadio nuovo ha aumentato le presenze nelle sue gare casalinghe. Un italiano su 3, tra quelli che si dichiarano tifosi, fa il tifo per la Juventus. Milan e Inter si attestano al 14%, il Napoli al 13%, la Roma al 7%, Lazio e Fiorentina 2%. In questi anni i tifosi hanno dovuto fare i conti con la Tessera del tifoso, la Card Away, il caro biglietti. Gli stadi italiani sono vecchi, scomodi, le partite si vedono male e per entrare bisogna superare controlli e tornelli. Nella Capitale le curve sono divise in due dalle tanto discusse barriere che hanno fatto venire il mal di pancia agli ultras di Roma e Lazio. Sempre a Roma le nuove disposizioni sui parcheggi costringono a lasciare la macchina lontana dall’Olimpico. A tutto questo aggiungiamo che complessivamente la competitività del nostro calcio in questi anni è molto diminuita e di conseguenza l’appeal sui tifosi. Solo la Juventus vince e riempie il suo stadio mentre le altre società faticano a dialogare con i tifosi.

Serie A vuota, ci pensa la B

Andrea Agnelli in questi anni ha avuto la capacità di essere percepito dai tifosi come molto vicino. La Juventus di Agnelli è stata vincente sul campo e nella comunicazione. Quello che preoccupa è che in casi come Roma, Lazio e Napoli sta venendo meno quel senso di appartenenza che ha sempre contraddistinto queste tifoserie. Pallotta, Lotito e De Laurentiis una riflessione avrebbero dovuta farla già da tempo. Roma e Napoli in questi anni sono state ai vertici del calcio italiano e anche la stessa Lazio è stata spesso protagonista. E’ vero che il trend del calo di spettatori è generale ma è altrettanto vero che in certe realtà si sarebbe potuto fare di più per arginare l’emorragia da stadio. L’intempestività di Pallotta nel pronunciare l’espressione “Fucking idiots”, l’incapacità di Lotito di dialogare con i tifosi sono solo degli esempi.

Come dicevamo, è venuto meno quel senso di appartenenza che invece ritroviamo in Serie B tra i tanto discussi ma di sicuro presenti e calorosi tifosi dell’Hellas Verona e in Lega Pro tra i tifosi della Sambenedettese. “La Samba” a San Benedetto del Tronto è una vera e propria religione che prescinde dai risultati. Una città di 47 mila abitanti porta al Riviera delle Palme anche 10 mila persone. Uno spettacolo unico in Italia. L’impressione è che più che la passione degli italiani verso il calcio manchi in questo periodo la capacità delle società di ricreare che rapporto forte e identitario con la propria squadra del cuore.

I tifosi della Sambenedettese sono gemellati con il Bayern Monaco

I tifosi della Sambenedettese sono gemellati con il Bayern Monaco