Nino Santarelli

Lo stadio della discordia. Nella sede della Regione Lazio di via del Giorgione si è tenuta oggi l’ennesima riunione dedicata allo stadio della Roma. E ancora una volta è stata una riunione interlocutoria. Il Comune ha chiesto e ottenuto la sospensione dei lavori per 30 giorni. La conferenza dei servizi tornerà a riunirsi il prossimo 3 marzo. Nei prossimi giorni va completato l’iter e vanno raccolti tutti i pareri sul progetto stadio. Quello che è emerso è la contrarietà al progetto della città metropolitana, ovvero dell’ex provincia di Roma, che ha posto però delle condizioni per superare il suo giudizio negativo.

Stadio Roma

Plastico del progetto presentato nel giugno 2015

Stadio della Roma, Muro Berdini

La Roma avrà l’ok per costruire il suo stadio? E’ la domanda che da diverso tempo si fanno i tifosi. Le posizioni in campo sono chiare. L’assessore all’Urbanistica Berdini è contrario. Dipendesse solo da lui lo stadio non si farebbe. E non c’è giorno in cui non esprime un giudizio negativo sull’opera. Un accordo con i proponenti per Berdini è possibile nel rispetto del piano regolatore, ovvero senza le torri, il business park, e senza le opere pubbliche previste. Ma senza business park viene meno l’interesse di Pallotta e Parnasi di realizzare il progetto. In questi giorni ci sono state vari incontri tra i consiglieri comunali per cercare di trovare una mediazione, un punto d’incontro che metta d’accordo Comune di Roma e proponenti. Che ci sia una parte del Movimento 5 Stelle che voglia fare lo stadio è noto. E’ vero pure che c’è una parte dei Grillini assolutamente contraria che sposa in pieno la linea Berdini.

Stadio Roma

Parnasi e Pallotta

APERTURA DAI MODERATI
Oggi a Tele Radio Stereo Enrico Stefàno, presidente della Commissione Trasporti del Campidoglio ha dichiarato: ““Sicuramente c’è l’intenzione del Movimento 5 Stelle di fare lo stadio. Il problema noto è quello delle cubature che per noi vanno ridotte. Prima del 3 marzo contiamo di trovare un accordo con i proponenti. Se verranno ridotte le cubature, lo stadio si farà”. Stefàno come Frongia e De Vito rappresenta la parte moderata del Movimento 5 Stelle. Il nodo rimane però difficile da sciogliere: di quanto verranno ridotte le cubature? Ed è proprio su questo che la trattativa non riesce evidentemente a sbloccarsi. Eliminare le torri come vorrebbe Berdini significa mettere una pietra tombale sul progetto. L’assessore è disposto a una riduzione del business park del 20%, smentendo, di fatto, la sua posizione sull’opera? La parte moderata dei Grillini riuscirà a far capire all’assessore Berdini che dire sì allo stadio della Roma è un modo per rafforzare la credibilità del Movimento nei confronti dei cittadini e dei tifosi?  Dire no vorrebbe dire rischiare una causa milionaria contro Pallotta e Parnasi. Tra un mese sapremo se avranno vinto i falchi o le colombe. Stefàno, Frongia e De Vito riusciranno a convincere il duro Berdini?

Enrico Stefàno, presidente della Commissione Trasporti