Redazione

Serie A 2017/18, già a sentirlo dire suona bene. Nuova stagione, nuova vita e soprattutto nuovi record. Da aggiornare di continuo, perchè c’è sempre un piccolo grande primato da infrangere o da evitare. Senza scomodare i grandi classici (record di punti, di vittorie, di imbattibilità), ci sono molti obiettivi (generali, ma anche di club) a cui le squadre e i calciatori che prenderanno il via nel prossimo campionato possono puntare.

I record del campionato di Serie A

Ad esempio, riuscirà qualcuno dei grandi bomber della scorsa stagione a insidiare il record di Gonzalo Higuain? Difficile, 36 reti rappresentano un bottino impressionante e l’impressione è che il primato del Pipita possa durare a lungo, chissà se quanto il precedente di Angelillo. In quella che probabilmente sarà la sua ultima stagione, Gigi Buffon cercherà invece di prendersi tutta per se la vetta delle partite stagionali con la porta inviolata, al momento in coabitazione con Morgan De Sanctis con 21 clean sheet. Al contrario, nessuno di certo desidera scalzare Sicignano e subire più di 71 reti in stagione. Pietro Pellegri, presente del Genoa e futuro dell’Inter, ha già scritto la storia nella scorsa stagione con il suo esordio a soli 15 anni e 280 giorni, proprio come Amedeo Amadei, che però una settimana dopo ha anche segnato la sua prima rete, cosa riuscita al classe 2001 con qualche settimana di ritardo. L’attaccante del Grifone strizza comunque l’occhio a Gianni Rivera, che ha raggiunto le 10 reti a soli 17 anni e 108 giorni. Il tempo per superare l’Abatino non manca. Occhio però, perchè anche il primato di precocità è già messo a rischio, i millennials che scalpitano sono molti. 

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Pietro Pellegri del Genoa, in gol tra i professionisti a soli 16 anni e 2 mesi

Difficile, se non quasi impossibile, che la prossima serie A si possa distinguere per la vittoria più larga (Torino-Alessandria 10-0, 1948/49) o per la partita con più reti (un pirotecnico 9-3 tra Milan e Atalanta negli anni settanta), anche se la scorsa edizione ha rotto il monopolio delle stagioni precedenti agli anni Cinquanta per quel che riguarda il numero di reti, ben 1123, per una media di quasi tre gol a partita. Niente a che vedere con i 3,33 del 1949/50, ma possiamo e vogliamo supporre che anche quest’anno lo spettacolo comunque non verrà a mancare. Con l’addio al calcio, Francesco Totti non può più sperare di raggiungere Silvio Piola tra i bomber assoluti della Serie A, nè Maldini come numero di presenze. Attenzione invece a Buffon, a cui basterà timbrare il cartellino 29 volte per superare il Paolino nazionale, fermo a quota 647.

Le statistiche della prima di campionato

Ma siccome parliamo di calendario, è anche interessante scoprire qualche statistica riguardante la prima giornata di campionato.  Si dice, ad esempio, che chi perde la prima partita non vince lo scudetto. Vero in generale, ma con le dovute eccezioni. Cinque, per la precisione, tre volte alla Juventus e due al Torino. Chi dovrà guardarsi bene dal match di esordio saranno le neopromosse, che nelle ultime otto stagioni hanno portato a casa la posta piena solo 3 volte su 24. Particolare attenzione sarà richiesta al Benevento, esordiente in Serie A, dato che le ultime sei matricole che nel corso degli hanno preceduto i sanniti (Ancona, Treviso, Sassuolo, Carpi, Frosinone e Crotone) non sono riuscite a fare neanche un punto al debutto sul grande palcoscenico. Altra squadra storicamente sfortunata in partenza è l’Atalanta, che detiene il poco invidiabile primato di sconfitte alla prima di campionato, ben 26. Il sorteggio? È casuale, ma pare avere una strana attrazione per il match tra Roma e Fiorentina, che si è disputato in ben nove occasioni alla prima giornata. Scongiuri accettati per chi incontrerà la Juventus, regina delle vittorie alla prima, ben 54, o il Napoli, se non altro perchè Marek Hamsik timbra il cartellino all’esordio stagionale con una certa frequenza (sette reti). Segno X con quote basse invece per chi pescherà la Lazio, 28 pareggi alla giornata numero uno.

Marek Hamsik, un cecchino all’esordio stagionale

Infine, qualche altro dato particolare sul rapporto delle singole squadre con l’esordio. Il Bologna farà meglio a ritrovare la via del gol, dato che non segna due volte alla prima giornata da ormai quasi dieci anni e che per quattro volte nelle ultime sette stagioni è rimasto a secco. Il Chievo, ultima esordiente in A a vincere al debutto (2001), spingerà subito forte sull’acceleratore, come dimostrano i dati recenti: quattro vittorie, due pareggi e una sola sconfitta, nel 2014 contro la Juventus. Il Crotone non è fortunatissimo alla prima, anzi, ha perso all’esordio stagionale per quattro volte consecutive, tre in B e lo scorso anno in A. Il Genoa è più altalenante, ma presenta una costante da non sottovalutare: sempre subita almeno una rete dalla stagione 2013/14. L’Inter, che esordirà in casa, ha ottime ragioni per sorridere. Negli ultimi 14 inizi tra le mura amiche ben 11 vittorie, 3 pareggi e neanche una sconfitta.

La Roma vanta una tradizione recente positiva (3 vittorie e 2 pareggi), a cui si va a sommare l’esperienza personale di Di Francesco, che ha vinto entrambi i match inaugurali delle ultime due stagioni con il suo Sassuolo. La Samp ha segnato in dieci delle ultime undici partite di esordio, mentre il succitato Sassuolo preferirà giocare la prima in casa, dato che è imbattuto al Mapei Stadium. La SPAL non gioca in A dal 1967/68, ma vorrebbe evitare di continuare la tradizione negativa che si porta appresso da quei tempi, quattro sconfitte consecutive in partenza prima dell’addio alla massima serie. L’Udinese di solito esordisce lontano da casa, cinque volte nelle ultime sei stagioni, mentre il Verona ultimamente è sempre partito bene, inanellando quattro vittorie e un pareggio alla prima di campionato nelle precedenti cinque esperienze in A.

Quindi, torna ufficialmente il campionato, che sicuramente regalerà sfide appassionanti già a cominciare dalla prima giornata. E come ogni anno, che vinca il migliore!