Adriano Stabile

Stefano Vecchi allenatore dell’Inter ad interim: il gioco di parole è quasi scontato. Il 45enne tecnico bergamasco sostituirà temporaneamente Ronald De Boer, esonerato dopo la sconfitta dei nerazzurri con la Sampdoria. Vecchi guiderà l’Inter domani nella trasferta di Europa League contro il Southampton e domenica, a San Siro, nella sfida di campionato con il Crotone. Poi dovrebbe tornare ad allenare la formazione Primavera nerazzurra, lasciando il posto a qualche big (Pioli e Hiddink sono in pole position).

Stefano Vecchi, un allenatore con l’Inter nel cuore

Stefano Vecchi allenatore Inter

Candreva e Stefano Vecchi durante l’allenamento di ieri (foto Inter.it)

CHI È STEFANO VECCHI
Nato a Bergamo il 20 luglio 1971, Stefano Vecchi è stato un discreto centrocampista (di piccola taglia: 1,74 di altezza per 73 chili di peso) che ha giocato per una quindicina d’anni in Serie C dopo essersi formato nel vivaio dell’Inter. Appena lasciato il calcio, nel 2005, ha iniziato la carriera da allenatore salendo gradualmente di categoria. Ama il 4-3-3 e quest’anno ha giocato anche con il 3-5-2. Non è comunque dogmatico e non esclude la possibilità di cambiare modulo a seconda delle esigenze. 

LA CARRIERA DA CALCIATORE, CAMPIONE CON L’INTER PRIMAVERA
Cresciuto nel Ponte San Pietro, società del bergamasco, Vecchi viene tesserato dall’Inter quindicenne, nel 1986. Passato in Primavera, nel 1988-89 vince lo scudetto agli ordini dell’ex campione del mondo Giampiero Marini, proprio nella stagione in cui l’Inter di Trapattoni domina la Serie A a suon di record. Nel 1990, a 19 anni, va in prestito all’Oltrepò in Serie C2, ritagliandosi subito uno spazio da titolare. Sarà così per quasi tutta la sua carriera: inizia come regista per poi specializzarsi nel ruolo di mediano, il classico vecchio numero 4, non avendo grandi doti tecniche. Anche per questo segna appena cinque reti in 15 stagioni da professionista.

Stefano Vecchi allenatore inter

Vecchi nello Spezia 1991-92 è il quarto accosciato da sinistra. In piedi da sinistra: Maurizi, Di Muri, Stafico, Bergamaschi, Faccini, Mondini. Accosciati: Torroni, Catto, Bagnoli, Vecchi, Mirisola

UNA PRESENZA IN PANCHINA IN SERIE A
Nel 1991-92 gioca nello Spezia e nella stagione successiva fa parte dell’Arezzo che fallisce durante il campionato di Serie C1: il club non riesce a garantire il proseguimento dell’attività della squadra, che viene esclusa dal torneo dopo la 27ª giornata, a sette gare dalla conclusione. Tutti i giocatori in rosa vengono svincolati d’ufficio e così Vecchi se ne torna all’Inter per un paio di mesi. Riesce così ad avere il suo unico contatto da calciatore con un campo di Serie A, sedendosi in panchina accanto all’allenatore Osvaldo Bagnoli, tra le riserve nerazzurre, il 6 giugno 1993 in occasione della vittoria per 3-0 sul Torino nell’ultimo turno stagionale. Il quasi 22enne Stefano Vecchi assiste ai gol di Ruben Sosa (doppietta) e Shalimov accanto ai compagni di panchina Fortin, Pancev, Tramezzani e Veronese (questi ultimi due entrano durante il match).

Stefano Vecchi calciatore

Vecchi quinto accosciato da sinistra nell’Arezzo 1992-93, fallito durante il campionato. In piedi da sinistra: Pappalardo, Pozza, Frescucci, Profumo, Favaretto. Accosciati da sinistra: Cammarieri, Clementi, Caverzan, Patta, Vecchi, Bonomi

SFIORA LA SERIE B CON IL FIORENZUOLA: «SONO COME DESCHAMPS»
Nel 1993 passa al Fiorenzuola, in provincia di Piacenza, dove gioca per quattro stagioni sempre in C1. Nel 1995 sfiora la promozione in Serie B, svanita soltanto ai rigori nella finale playoff persa a Bologna contro la Pistoiese di Roberto Clagluna. Tra il 1997 e il 1999 è il mediano del Brescello, ancora in terra emiliana, mentre nel 1999 passa alla Spal. A volerlo nella squadra di Ferrara è il tecnico Giancarlo D’Astoli, che già l’aveva avuto con sé a Fiorenzuola e Brescello. «Gioco davanti alla difesa, da solo o in coppia con un altro centrocampista – racconta Vecchi presentandosi sulle pagine della “Nuova Ferrara” nel giugno 1999 – non sono incontrista al 100% e nemmeno regista. Per fare un esempio, direi un Deschamps. Mister D’Astoli? Lo conosco bene, posso fare un certo tipo di gioco, quello che vuole lui: il pallone va sempre giocato rasoterra, non va mai buttato via, si deve sempre cercare di impostare. La squadra cerca di imporre il proprio gioco e non di adattarsi agli avversari».

Nel 2003-04 milita nel Pavia, che arriva ultimo nel girone A di Serie C1 per poi chiudere come calciatore con l’unica promozione della sua carriera, da titolare in Serie D nel Pergocrema che domina il proprio girone nel 2004-05. Appesi gli scarpini al chiodo inizia subito a fare l’allenatore, a 34 anni.

Stefano Vecchi

La carriera da calciatore di Stefano Vecchi

LA CARRIERA DA ALLENATORE, IL CAPOLAVORO NEL TRITIUM
Stefano Vecchi inizia la carriera da allenatore vicino casa, nel bergamasco, guidando il Mapello al successo nel girone C del campionato Promozione in Lombardia. Dal 2006 al 2009 è sulla panchina del Colognese, che ben figura in Serie D. Tra il 2009 e il 2011 compie il suo capolavoro alla guida del Tritium, club di Trezzo sull’Adda, che ottiene una doppia promozione, dalla Serie D alla Prima Divisione di Lega Pro (la ex Serie C1). Il trionfo è completato dalla vittoria nella Supercoppa di Lega di Seconda Divisione nel maggio 2011, superando Latina e Carpi nel torneo triangolare decisivo.

«Il mio modulo? In questi anni ho alternato 4-4-2 e 4-3-3. Penso che si possano riproporre entrambi, magari anche a gara in corso» (Stefano Vecchi, estate 2013)

Nel 2011 torna da allenatore alla Spal in Prima Divisione, ma è una stagione sofferta a causa dei tanti problemi societari: il club di Ferrara rimedia, nel corso dei mesi, 8 punti di penalizzazione per una serie di irregolarità finanziarie e Stefano Vecchi non riesce ad acciuffare la salvezza, svanita nei playoff persi contro il Pavia. Nel 2012-13 sale a Bolzano per allenare il Südtirol, sfiorando una storica promozione in Serie B: il sogno finisce nella semifinale playoff contro il Carpi. Vecchi si consola arrivando terzo nel trofeo “Panchina d’oro” (per la Prima Divisione) e soprattutto con l’ingaggio proprio da parte del Carpi, approdato in Serie B: «Il mio modulo? In questi anni ho alternato 4-4-2 e da ultimo 4-3-3 e penso che si possano riproporre entrambi, anche magari a gara in corso», dice al momento della presentazione ufficiale in Emilia.

Stefano Vecchi Inter

Stefano Vecchi, 45 anni, tecnico dell’Inter (foto Inter.it)

ESONERATO E SQUALIFICATO PER UNA TRATTATIVA VIETATA
L’esperienza in cadetteria però non è felice: il 17 marzo 2014, con il Carpi dodicesimo in classifica, viene esonerato e sostituito con Giuseppe Pillon. In quelle settimane viene anche deferito per una trattativa vietata, risalente a giugno 2013, con lo squalificato presidente della Reggina Lillo Foti. Patteggia e se la cava con uno stop di poco più di un mese. Vecchi ritrova il sorriso prendendo il patentino di prima categoria a Coverciano e facendo visita a Trigoria, con i suoi compagni di corso, per “rubare con gli occhi” dal lavoro di Rudi Garcia nella Roma.

Stefano Vecchi allenatore

Vecchi saluta i giocatori della Roma prima dell’ultima Supercoppa Primavera

I SUCCESSI NELL’INTER E IL BATTIBECCO CON GROSSO
Nell’estate del 2014 gli arriva dall’Inter  la telefonata, inaspettata, per allenare la Primavera. Dopo tanti anni tra i professionisti, e con una carriera in crescita, sembra quasi un declassamento. Stefano Vecchi però non resiste al richiamo della squadra che l’ha lanciato da calciatore e così accetta l’incarico. In due anni e mezzo lavora bene con i ragazzi nerazzurri: non riesce a vincere il campionato, ma conquista il Torneo di Viareggio 2015 vincendo 7 partite su 7 e la Coppa Italia 2016, battendo in entrambe le gare di finale la Juventus. Nel match di ritorno ha un acceso diverbio con il tecnico bianconero Fabio Grosso che non si placa neanche davanti ai giornalisti: «Grosso e Andrea Favilli (attaccante della Juve, n.d.r) mi hanno aggredito mentre io stavo uscendo – dice un seccato Stefano Vecchi ai microfoni – evidentemente lo stile Juventus esiste solo quando vincono». Per questo entra nel cuore dei tifosi: tra domani e domenica avrà altre due occasioni per farsi amare un po’ di più dagli appassionati dell’Inter. Nel frattempo ha lasciato la Primavera nelle mani di Daniele Bernazzani. Soltanto per pochi giorni, forse…