Adriano Stabile

Un destro da 25 metri sotto l’incrocio dei pali e tutti a pensare a Rivaldo. Suo figlio Rivaldinho, 22 anni, ieri sera ha scalato il primo di tanti gradini nel percorso di emancipazione da cotanto padre, segnando un gol capolavoro in Europa League. La staffilata del giovane brasiliano ha regalato il pareggio alla sua Dinamo Bucarest, nella gara casalinga di andata nel terzo turno preliminare del torneo, contro l’Athletic Bilbao.

Ecco Rivaldinho, il figlio di Rivaldo

«La squadra ha fatto un buon lavoro, non soltanto io – le parole di Rivaldinho dopo il match con gli spagnoli, riprese da ProSport.roè stata la prima partita europea per me e sono contento di aver fatto uno splendido gol. Inoltre in tribuna c’era mio padre. È stato sempre importante per me durante la mia vita, ancor di più oggi quando mi sta vicino. Se avessi l’uno per cento del suo talento, probabilmente sarei un giocatore migliore. Lui (Rivaldo, n.d.r.) è uno dei migliori della storia».

Nato il 29 aprile 1995, Rivaldo Vítor Mosca Ferreira Júnior, per tutti semplicemente Rivaldinho, da piccolissimo, a 4 anni, è una star degli spot pubblicitari in Brasile. Il papà, asso del Barcellona, del Milan e Pallone d’oro europeo nel 1999, è solito mandargli baci dopo ogni gol. Nel 2002, anno in cui diventa campione del mondo con la Seleção, si fa scrivere il nome del primogenito maschio (ha anche una figlia di 20 anni, che si chiama Thamirys) sugli inconfondibili scarpini bianchi.

PADRE E FIGLIO IN GOL NELLA STESSA SQUADRA, IL MOGI MIRIM
Tra il 2014 e il 2015, Rivaldo e Rivaldinho sono addirittura compagni di squadra nel Mogi Mirim, piccolo club dello stato di San Paolo di cui il vecchio campione è anche presidente. Il 14 luglio 2015, evento quasi unico nella storia del calcio, padre e figlio fanno gol nella stessa partita, vinta 3-1 sul Macaé nella Serie B brasiliana: il 20enne Rivaldinho firma una doppietta, intramezzata da un rigore trasformato dal 43enne Rivaldo. Un anno più tardi il nome del giovane figlio d’arte, attaccante come il padre, viene accostato dai media brasiliani alla Lazio, che chiede informazioni sul ragazzo.

Rivaldinho figlio Rivaldo

Rivaldinho (a sinistra) con papà Rivaldo nel Mogi Mirim

Nel frattempo Rivaldinho ha una fugace esperienza in Portogallo con il Boavista (3 presenze ufficiali tra ottobre 2015 e gennaio 2016), per poi tornare in patria passando in pochi mesi, nel 2016, dal XV de Piracicaba, all’Internacional Porto Alegre fino al Paysandu. Poi, nel febbraio scorso, la nuova avventura in Europa, con la maglia biancorossa della Dinamo Bucarest, con cui ha firmato un contratto di tre anni e mezzo. A guidare i romeni, in panchina, c’è Cosmin Contra, che per qualche settimana è stato compagno di squadra di papà Rivaldo, nell’estate del 2002, con la maglia del Milan. Tra i dirigenti della Dinamo c’è anche l’ex attaccante Adrian Mutu, general manager del club dall’ottobre scorso.

RIVALDINHO CORTEGGIATO DA LATINA E SÜDTIROL
Fisicamente simile all’illustre genitore, anche nei movimenti, Rivaldinho è alto 1,86 ed è in grado di giocare il pallone indifferentemente con entrambi i piedi. Preferisce agire da punta centrale, ma può svariare anche sulle fasce da ala o da seconda punta. Nel mercato di riparazione dello scorso gennaio era stato contattato dal Latina, club di Serie B, ma la trattativa non è mai decollata. In precedenza aveva suscitato l’interesse anche del Südtirol, in Lega Pro. Il figlio dell’ex nazionale verde-oro è da non confondere con Daniel Ferreira Rivaldinho, classe 1991, che ha giocato per qualche anno dalle nostre parti con Sestese, Varese, Verona, Foggia e Barletta prima di riprendere il volo per il Brasile.

TREQUARTISTA DIETRO LA PUNTA: È IL MOMENTO DI DECOLLARE
In questa stagione Rivaldinho è andato in gol anche nella prima giornata del campionato romeno, già iniziato da un paio di settimane, in occasione del 3-0 rifilato alla Juventus Bucarest. Mister Contra, già dal finale della scorsa stagione, sta provando per lui una collocazione tattica ad hoc: trequartista centrale dietro all’unica punta Adam Nemec nel 4-2-3-1.
Il 22enne brasiliano sembra gradire il ruolo e la responsabilità: le prossime settimane saranno fondamentali per capire se sarà in grado di affrancarsi almeno in parte del nome paterno, a cominciare dal 3 agosto, quando al San Mamés di Bilbao la Dinamo Bucarest si giocherà il passaggio del turno in Europa League nel ritorno contro l’Athletic.