Redazione

Nella Lazio, che comanda a punteggio pieno il proprio girone di Europa League c’è un protagonista che non è…Immobile. Anzi, si muove con un’agilità felina. Inaspettata. Alzi la mano chi avrebbe puntato, lo scorso anno, su Stakosha. Beh, si contano sulle dita. Due, di sicuro. Uno di Igli Tare, l’altro di Angelo Peruzzi. Anche contro i belgi dello Zulte Waregen il portiere ha mostrato il lato migliore di sé. Riflessi, personalità e tanta sicurezza.

Da riserva a titolarissimo

Strakosha, di questi tempi, sognava la panchina della Lazio. Oggi è portiere inamovibile,  dopo l’improvviso declino di Federico Marchetti. La crisi improvvisa del numero uno bianconceleste ha costretto la Lazio a cercare una soluzione. Tare e Peruzzi non hanno scandagliato il mercato. Si sono guardati dentro casa, convinti di avere la soluzione a portata di…mano. E hanno avuto ragione. Strakosha, in pochi mesi, si è guadagnato i galloni da titolare e il rispetto dei compagni.

Un grande avvio, poi…la conferma

Strakosha ha sempre mostrato  confidenza fra i pali. L’unico difetto, realmente visibile, di questo ragazzo, era il non credere sino in fondo nei propri mezzi. In questo senso, i consigli di Peruzzi sono stati preziosissimi. Un Angelo…custode che gli è stato vicino e ha saputo motivarlo. Le qualità del resto, ci sono: Stekosha è reattivo fra i pali, coraggioso, quasi insuperabile da distanza ravvicinata. Deve migliorare nelle uscite ma per il resto c’è. Anche e soprattutto con la testa. Un ragazzo capace di comandare la difesa e indossare la maglia da titolare senza subire particolari contraccolpi. Molto bene nelle prime giornate, gestite con la serenità di chi aveva tutto da guadagnare e niente da perdere. Ancora meglio quando si è dovuto confermare. Il dubbio, legittimo, era legato alla possibilità di subire o crollare sotto la responsabilità del dover essere titolare. Niente di tutto ciò. Strakosha si è preso la Lazio. E, con quella presa ferrea, non la molla più.