Riccardo Stefani

Una figura paterna, un maestro, un mentore? No, niente di tutto questo. Almeno secondo Lance Stroll, pilota canadese della Williams che all’arrivo (anzi al ritorno) di Felipe Massa ha presumibilmente stappato una bottiglia di quelle buone del miliardario papà Lawrence, presumendo che a fianco di un professionista di tale esperienza avrebbe potuto fare il definitivo salto di qualità. E invece no, o meglio: il miglioramento in Lance c’è stato ma non esponenziale quanto ci si aspettava. A sentire il canadese, il senatore Massa ha pensato a se stesso, ha cercato di dare il meglio nella stagione del suo ritiro, anche a dispetto del compagno e quindi della scuderia. Per carità, il professionista brasiliano non va messo in discussione, ma sembra che ce l’abbia messa tutta per indurre scuderia, tifosi e colleghi in tale tentazione.

STROLL PER ANTONOMASIA

Stroll, un nome un programma? Non proprio. Stroll significa passeggiata e in questa stagione sembra essersi evoluto: dalla passeggiata alla cosa. Quindi Lance Run ma niente più. Almeno per ora. Perché il manico non gli manca, salvo qualche incertezza e distrazione di troppo che probabilmente la scuderia aveva pensato di migliorare affiancandolo a qualcuno che avrebbe potuto insegnargli a smerigliare i lati ancora con un po’ di schegge. Da Stroll a Run il passaggio c’è stato ora bisogna farne un altro: correndo, si devono aprire le ali e volare, diventando Lance Fly.

ARRIVANO I RINFORZI

Certo, sebbene diciannovenne, Stroll ha mostrato maturità chiarendo che a prescindere di chi sia il suo prossimo compagno di squadra, il miglioramento dovrà esserci, punto. Poi, in realtà è in arrivo nella scuderia, come collaudatore e terzo pilota, uno che la qualità di mentore ce l’ha praticamente innata. Robert Kubica, che magari non sarà ricchissimo di titoli ma, a detta di Lance, sa riconoscere il feedback della nuova macchina, anche alla prima accensione. Nella fattispecie, Kubica è con buona probabilità quello che serve alla Williams ma soprattutto a Stroll.

Squadra giovane, ma con dietro una sicurezza come Kubica

Lance parla di un obbligo al miglioramento, ma la casa ha deciso di inserire come seconda guidata Sergey Sirotkin, ventiduenne russo con dietro fior di sponsor. Per fortuna nel ruolo di chioccia ci sarà Kubica al posto di Massa, che di fare il mentore non aveva minimamente voglia. Tutto pronto quindi? Ah sì, manca la macchina: per ben figurare ci sarà bisogno che la monoposto della Williams sorprenda un po’ tutti, piloti compresi. Chissà, magari il lavoro degli stessi meccanici sarà favorito dalle indicazioni del polacco. Che non lesinerà aiuto a loro, ma anche ai due giovanotti nell’abitacolo.