Luigi Pellicone

Nuovo? No, passaggio in…lavatrice 2.0. Kevin Strootman non smette di far parlare di sé. Le ultime dichiarazioni sono molto indicative. Il ragazzo ha vissuto una seconda esperienza calcistica. Si è ricostruito nel fisico, ha cambiato modo di allenarsi. E adesso? Potrebbe anche cambiare ruolo. E tornare più forte di prima.

Un altro calciatore

In primis, sgomberare il campo da ipotesi contorte: Strootman è un calciatore a pieno regime. Ed è in piena forma fisica. É solo cambiato: dopo l’infortunio si è modificato strutturalmente. Meno elastico, più potente. Non ha più lo scatto e la progressione di qualche anno fa, ma è un calciatore fisicamente molto più imponente, che mantiene però tutte le caratteristiche tattiche che lo contraddistinguono da sempre.

Una nuova posizione

Forse Strootman non ha la stessa facilità di corsa rispetto a tre anni fa, ma rimane sempre quasi insuperabile nell’uno contro uno se non è costretto a rincorrere l’avversario. La nuova soluzione? Lasciarlo dietro la linea del pallone. Arretrarne il raggio d’azione non significa limitarlo: anzi. Il ragazzo ha sviluppato un enorme senso tattico. In campo, da tempo, si muove diversamente: non cerca la sfida in velocità per rincorrere l’uomo e sradicargli il pallone. Piuttosto si inserisce lungo la linea di passaggio. Legge l’azione come pochi. La specialità della casa? Immutata. Anzi, migliorata. Marca il pallone, prima che l’uomo. Intercetta e riparte. Poi oh, se c’è da lottare, è roba sua: si butta nella mischia e ne esce vincente, perché alla cattiveria di sempre abbina un fisico ancora più robusto.

Non è più lento: anzi, percorre più chilometri

Da lavatrice 2.0 Strootman può compiere diversi lavori: la posizione richiede una corsa più continua e meno “strappi”. Lo Strootman 2017/18 sarà più passista e meno sprinter. Per chiarirci: non lo si vedrà correre su e giù per il campo, ma giocherà con compiti di “rottura” e impostazione. Il suo fisico, più potente rispetto al passato, gli permette di vincere più contrasti. La tecnica è intatta e gli permette di rigiocare rapidamente il pallone, innescando le ali le mezzali o il centravanti con palloni alti o filtranti alle spalle della linea avversaria. Dunque pochi tocchi, tanta intensità e costante ricerca della verticalizzazione.

Strootman avrà due compiti: primo ostacolo in fase di costruzione avversaria, prima scelta se la Roma è in possesso di palla. Il che significa stringere o allargarsi sfruttando i movimenti dei tre davanti. Immaginate un “pendolo” che si muove da un’area di rigore all’altra per rubare palloni in fase di non possesso e li gioca sino alla trequarti con due opzioni. Riassumendo: meno scatto, più corsa, più potenza fisica, uguale Strootman. Il miglior incontrista della Serie A, gioca nella Roma.