Redazione

La classe operaia va (di nuovo) in Paradiso. Stefano Sturaro si appresta a scrivere un’altra pagina della sua storia in bianconero. Tutto lascia credere che il ragazzo possa giocare dal 1′ al Camp Nou, nella gara d’esordio, già decisiva, per le sorti del girone.

Una scelta sensata

Una scelta assolutamente sensata, anche in considerazione delle assenze. La Juventus, anche contro il Chievo, sebbene abbia mantenuto la porta inviolata, ha subìto troppi tiri in porta. Assenti Khedira e Cuadrado, appare scontata la presenza di Matuidi accanto a Pjanic davanti la difesa. Il colombiano, invece, va sostituito proprio da Sturaro. Del resto Allegri non ha nascosto la proprie esigenze. Gli esterni, in fase di non possesso, devono trasformarsi in centrocampisti. Altrimenti, si soffre. E se già il Chievo ha trovato con discreta facilità spazio per affondare, figurarsi il Barcellona.

L’ago della bilancia di un modulo mobile

Ecco perchè Sturaro: la sua presenza sulla destra potrebbe trasformare il 4-3-2-1 in un 4-3-1-2 permettendo a Dybala di giostrare per la trequarti seguendo istinto e talento. A inseguire gli avversari, ci pensa lui. Sturaro, però, non è una scelta puramente conservativa: il ragazzo è abile a spezzare le trame offensive, ma sta migliorando anche nell’impostazione di gioco. Fra l’altro non è neanche nuovo a movimenti da incursore: i tifosi bianconeri ricordano bene la rete siglata quasi allo scadere di Juventus-Bayern Monaco su assist di Morata…

Un cavaliere fedele

Al di là della retorica. La vita da mediano e la capacità di gettare il cuore oltre l’ostacolo sono solo due delle tante prerogative di Sturaro. L’ex Genoa è una pedina fondamentale nello scacchiere bianconero. Combattivo e determinato quanto qualitativo. Un gregario consapevole del proprio ruolo e assolutamente disponibile a recitarlo. Si è immediatamente calato nella realtà del club: mai una parola fuori posto, tanto lavoro e massima disponibilità. E, soprattutto, la capacità di farsi trovare sempre pronto, anche quando il minutaggio è limitato. Doti che lo hanno fatto diventare un beniamino dei tifosi bianconeri, sensibili alla classe ma anche alla dedizione alla causa.