Redazione

La strana “incoscienza” di Szczesny. Il portiere polacco ha un destino particolarmente curioso. O, perlomeno, una straordinaria capacità di infilarsi in situazioni scomode o poco chiare, ritrovandosi in perenne discussione. A metà fra numero uno e numero 12. Sia nella squadra di club che in nazionale. Un portiere a tempo…indeterminato. Nel senso pieno del termine. Non si capisce quando inizierà la sua carriera da indiscusso numero 1.

Szczesny, un avvertimento fra serio e faceto

Buffon l’ha già designato come suo erede, ma si è…dimenticato di abdicare dal trono. Il portierone bianconero ha dimostrato, con i fatti, di poter essere ancora un punto fermo della Juventus. E Szczesny, scherzando ma neanche troppo, gli ha augurato di proseguire la carriera per  ltri 12 mesi. Quanto gli basta per completare l’apprendistato alla Juventus. Anche perché un periodo superiore sarebbe difficilmente tollerabile dal polacco, che ha anche ambizioni legittime di titolarità. È altrettanto innegabile, però, che nessun portiere della recente storia bianconera ha ricevuto un trattamento del genere. Szczesny è stato impiegato anche quando Buffon è stato bene, nella logica di una turnazione finalizzata alla sua promozione da numero 1.

Prospettive mondiali? No, internazionali

Szczesny, a meno di clamorosi rovesci, ha il mondiale in tasca. E però anche in nazionale non è certo della titolarità. Gli potrebbe essere preferito, come fra l’altro è accaduto spesso, Fabianski. Il portiere, però, non ne fa un dramma. Anzi. Ha scelto la Juventus consapevolmente. Vuole affermarsi a livello internazionale, più che mondiale. La panchina in bianconero è un rischio calcolato in prospettiva. Del resto, è più facile vincere trofei internazionali indossando la maglia della Juve che quella della Polonia. Il percorso di crescita, però, non può interrompersi. Szczesny è giovane, ma non giovanissimo. Classe 1990, sta entrando nell’età della piena maturità agonistica. Ed è ovvio che ambisca a un posto da “intoccabile”, un ruolo che la Juventus, allo status quo, non può garantirgli. Questo però era nei programmi. Un apprendistato lungo 12, massimo 24 mesi, in cambio di un futuro davvero a tempo indeterminato nella Juventus. Tutto sommato, ci può anche stare.