Elisa Ferro Luzzi

“Un asino incapace di diventare un cavallo di razza”. In questo modo era stato definito sei anni fa Walter Mazzarri dal portavoce di Mourinho, in risposta ad un paragone che l’ex tecnico di Napoli e Inter aveva fatto tra lui e il tecnico portoghese. Pensate che goduria quando il suo Watford ha battuto 3-1 il Manchester United allenato da Mou, che i tabloid inglesi per l’occasione hanno trasformato da Special One in Angry One,  in quella che passerà alla storia come la vittoria delle vittorie del club dell’Hertfordshire.

Mazzarri nuovo miracolo italiano?

In Inghilterra gli occhi sono tutti puntati sul buon Walter: il miracolo che ha fatto la scorsa stagione Ranieri con il Leicester è ben stampato nella memoria degli inglesi che ora sono pronti ad aspettarsi una replica del miracolo italiano. E’ decisamente lui, tra i nostri connazionali andati ad allenare in Premier, l’allenatore del momento. Ma come mai all’estero Mazzarri si trova molto meglio? Come mai risulta anche simpatico? “Quando si va all’estero c’è un clima diverso – ha spiegato lui stesso – mi sembra tutto diverso a livello di tifoseria, c’è clima molto caldo, vicino alla squadra, e poi finita la partita non vedi tutte le ripercussioni che ci sono in Italia. E’ un calcio un po’ più istintivo. Si guarda meno alla tattica e i ragazzi a volte vanno in campo con una sorta di spirito dilettantistico, perché a volte vanno fuori dagli schemi, mettono tanto agonismo, tanta voglia di attaccare. Qualcosa di diverso c’è, ma il calcio se lo fai bene è una materia un po’ universale, vale per tutte le nazioni”.

Il Mazzarri d’oltremanica mantiene intatte le sue caratteristiche ma appare in effetti meno ansioso. Riparte da una squadra che non necessariamente deve vincere la Premier e la minor pressione gli rende la vita migliore. Chi l’ha mai visto festeggiare così dopo una vittoria in Italia?

Chi è un po’ in difficoltà è incredibilmente Antonio Conte. L’ex ct della Nazionale, dopo essere arrivato in gloria al Chelsea, è finito nel libro nero del patron Abramovich a causa soprattutto della sconfitta con il Liverpool. I tabloid inglesi lo avevano dato già per spacciato, curiosamente ci ha pensato Fabregas – che non è nemmeno più titolare ed è sempre sul mercato – a rimetterlo in luce agli occhi del magnate russo. Splendida la rimonta, andata in scena ieri sera, dei Blues sui campioni d’Inghilterra del Leicester in Coppa di Lega. Il posto in panchina per il momento è al sicuro.

Conte durante Chelsea-Liverpool

Conte durante Chelsea-Liverpool

“Conte già in crisi? E’ un vincente, dategli tempo” aveva commentato Claudio Ranieri qualche giorno fa. E proprio contro di lui il connazionale è tornato a far parlare di sé in positivo. Ma niente paura: dopo l’impresa storica della scorsa stagione, difficilmente Ranieri finirà sulla graticola. “Abbiamo già dimostrato di saper rendere possibile l’impossibile” ha detto, e al momento nessuno osa contraddirlo. Le Foxes vengono da un’ottima settimana: esordio col botto per Vardy e compagni in Champions League contro il Bruges, grazie alle rete di Albrighton e alla doppietta di Mahrez. In campionato le prime posizioni sono lontane, sarà veramente difficile ripetere l’impresa della scorsa stagione ma ormai King Claudio può fare quello che vuole.

Claudio Ranieri

Claudio Ranieri

Non sta vivendo un buon momento Francesco Guidolin. L’ex allenatore dell’Udinese, ora alla guida dello Swansea, ha conquistato solo 4 punti nelle prime 5 partite ed è ora atteso dal doppio terribile confronto con il Manchester City di Pep Guardiola (campionato e coppa) e con il Liverpool di Klopp. Per un ansioso come lui, (in un’intervista di qualche anno fa il figlio Riccardo raccontò che il padre non avrebbe mai potuto allenare un top club a causa dell’ansia) anche il clima diverso della Premier può diventare tesissimo in un momento come questo e al cospetto di due corazzate assolute. Riuscirà a non farsi cacciar via prematuramente?

Guidolin sulla panchina dello Swansea

Guidolin sulla panchina dello Swansea