Redazione

Bruno Tedino: carneade chi è costui? Il leader tecnico e morale di un Palermo che punta alla promozione diretta. Guidato da un tecnico che si ispira a Sacchi e Guardiola ma ha l’umiltà di interpretare il proprio ruolo senza sicumera. La sua forza? Il lavoro. Il suo credo? Il gruppo. Non a caso il Palermo è coeso. Nessun gol subito sinora e tanta compattezza.

Un Sarri senza pretese di stupire

Tedino è un guru delle serie minori. Classe 1964, si è ricostruito come allenatore dopo aver chiuso la carriera a neanche 24 anni. Tanta gavetta in serie C, prima della grande occasione. Parte dal 4-3-1-2 rigorosamente con il rombo ma non è un integralista. Anzi, adatta il modulo alle caratteristiche dei calciatori. Molto più importante, nella sua idea di calcio, la gestione del pallone nelle due fasi, specialmente in quella di recupero. Fondamentale, in questo senso, una squadra aggressiva che giochi palla a terra e pressi il pallone, piuttosto che gli avversari. L’obiettivo è recuperare la sfera e ribaltare immediatamente l’azione. Per certi versi una impostazione che ricorda da vicino quella di Sarri. Uno o due tocchi, velocità, pressing e squadra raccolta in un fazzoletto per sovrastare gli avversari e giocare con pallone e cronometro.

La prima incognita: le nazionali e il clima della B

Tedino ritiene il proprio gioco applicabile in qualsiasi serie: l’importante è assimilare il metodo. Poi la qualità dei calciatori farà la differenza. Non a caso l’impatto con la B è stato molto positivo: il Palermo sta assimilando un’identità di gioco ben precisa. Uno spartito tattico che esalta i protagonisti e alza il livello medio della squadra. Controindicazione: Tedino è un tecnico abituato a lavorare moltissimo sul campo per provare e riprovare i meccanismi. E per la prima volta si trova a convivere con la “chiamata” delle nazionali che lo priva dei calciatori più rappresentativi. Il gioco di Tedino richiede parecchio impegno e un grande dispendio di energie. Una squadra al 60-70% del potenziale rischia di incepparsi. Un rischio che il tecnico sarà disposto a correre rinunciando ai nazionali? Difficile pensare a un Palermo che possa rinunciare ai suoi big ma il gruppo viene prima di tutto. Intanto ha già qualcosa in più che lo lega a Sarri. Il fastidio creatogli dal calendario.