Matteo Muoio

Con un comunicato ufficiale congiunto, due giorni fa il Chelsea ha ammainato la sua più grande bandiera. A fine stagione John Terry lascerà i Blues dopo 22 anni. Non smetterà col calcio, in Inghilterra è costume sempre più diffuso che le leggende dei top club chiudano la carriera altrove: ne sanno qualcosa Gerrard o il suo ex compagno Lampard. Come loro potrebbe finire in MLS, al momento la pista più calda, ma ha offerte anche in Inghilterra, chiedere al tecnico del WBA Tony Pulis. Comunque, col suo addio si chiude un’era a Stamford Bridge. Terry ha visto il Chelsea trasformarsi da buona squadra a top club grazie ai petrodollari di Abramovich, ne ha vissuto l’epopea da protagonista. Da simbolo, lui più di Lampard, visto che a differenza del centrocampista è cresciuto nelle giovanili dei Blues. Capitano dal 2004, è il giocatore più vincente nella storia del club; terzo per presenze, dietro al portiere Peter Bonetti e al leggendario difensore Ron Harris, di cui nell’immaginario blu ha raccolto l’eredità.

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Il post su Instagram di Terry

Esordi all’italiana, il ciclo con Mourinho, gli altri successi

Ha iniziato con un italiano e chiuderà con un italiano. Già, perché a regalargli l’esordio nel lontano ottobre ’98 fu Gianluca Vialli. Terry, nato nel dicembre 1980, aveva 17 anni. Una dozzina di presenze fino a fine stagione, più o meno le stesse concessegli da Ranieri l’anno dopo. Sei mesi in prestito al Nottingham ad inizio 2000 per farsi le ossa e diventare colonna per oltre 15 anni. Ha vissuto il periodo di transizione con Ranieri, quando i Blues studiavano da big, ha visto Mourinho ergersi a special one e con lui sono arrivate le prime importanti vittorie, oltre alla fascia di capitano. E’ passato poi per il periodo buio GrantScolariHiddink, raggiungendo la prima finale di Champions con l’israeliano e scivolando sul più bello. Quindi un nuovo ciclo importante con Ancelotti, l’incomprensione Villas Boas e l’agognato – quanto inatteso – trionfo Champions con Di Matteo. Col successore dell’italo-svizzero, Rafa Benìtez, ha vinto l’Europa League. A 34 anni riusciva ancora ad essere perno nel Mourinho 2.0, diventando, nel 2014-2015, il secondo giocatore di movimento nella storia della Premier League a giocare tutti i minuti di tutte le partite stagionali e poi vincere il campionato. Non conserverà un gran ricordo del nuovo vate italiano di Stamford Bridge, Antonio Conte, che per questioni anagrafiche gli fa vedere il campo col contagocce, ma molto probabilmente avrà la possibilità di chiudere con un trofeo, l’ennesimo della carriera: nel suo palmarès figurano 4 Premier League, 5 FA Cup, 3 Coppe di Lega, una Champions, un’Europa League e una Supercoppa Europea. Tutto questo per un totale, ad oggi, di 713 presenze e 66 gol. Poche soddisfazioni invece con la Nazionale, nonostante per anni abbia formato con Rio Ferdinand una delle coppie centrali più forti di sempre; nel 2010 Capello gli tolse la fascia per le accuse di razzismo che lo avevano colpito nelle settimane precedenti al Mondiale sudafricano, le stesse portarono al suo addio nel 2012.

John Terry con la Champions vinta nel 2012

IL SALUTO DI LAMPARD
Le parole più belle, quelle che meglio descrivono cosa sia stato Terry per il Chelsea, sono arrivate dall’ex compagno ed amico Frank Lampard, che ha postato il suo saluto su Instagram: “L’ultimo uomo rimasto di un’incredibile era per il Chelsea. Che piacere aver giocato con il miglior difensore della Premier LeagueInfatti, lo metterei al di sopra di qualsiasi altri difensore di ogni era del calcio mondiale. Ha condotto il club dentro e fuori dal campo, da quando ha esordito. Quando pretendeva l’eccellenza in allenamento, combattendo per ogni vittoria. E’ stato, ed è, una leggendaNon solo per il suo talento ma per il suo desiderio di tirare fuori il meglio da sè stesso e dagli altri intorno a lui. E’ questo che l’ha reso il capitano più vincente della storia del club. Fuori dal campo un grande amico, non solo per me. Le innumerevoli cose che ho visto da parte di JT per aiutare gli altri, anche non durante la partita, cose che non molti hanno visto ma che l’hanno reso l’uomo che è. John, meriti ogni elogio che hai ricevuto e spero che tu possa ottenere quello che meriti ancora alzando due trofei alla fine di questa stagione (tanto per aggiungerne ancora). Qualsiasi cosa tu farai dopo, so che tutti rispetteranno la tua decisione e so che il Chelsea sarà per sempre il tuo club. Rispetto assoluto”.

Terry e Lampard nel 2012