Adriano Stabile

«Carlos Tevez? Alla fine del 2016 disse che gli conveniva andarsene perché gli offrivano tanti soldi. Adesso credo che tornerà a gennaio, perché lì non si trova bene». Parole di un paio di giorni fa di Daniel Angelici, presidente del Boca Juniors, che ha rivelato il disagio in Cina dell’ex asso della Juventus. Ricoperto d’oro nel dicembre scorso dallo Shanghai Shenhua, che gli ha fatto sottoscrivere un contratto da poco meno di 40 milioni all’anno (equivalenti a 106 mila euro al giorno), Tevez sta scoprendo che i soldi non sono tutto per un calciatore.

Tevez, l’addio alla Cina è vicino

L’argentino non si è ambientato in un Paese culturalmente molto diverso dal suo, anche dal punto di vista calcistico: finora Tevez ha raccolto solo 8 presenze (con 2 gol realizzati) in campionato. Il suo Shanghai Shenhua, in cui giocano anche gli ex interisti Obafemi Martins e Fredy Guarin, è nono in classifica dopo 16 giornate della Chinese Super League 2017.

Tanti soldi, ma pochi stimoli: un buon motivo per Tevez per dire addio alla Cina e tornarsene al Boca Juniors, fresco di titolo nazionale argentino. Qualche maligno potrà dire che tutto sommato ne vale la pena: monetizzi tantissimo per un anno sacrificando carriera e ambizioni per poi tornartene a casa con una barca di soldi.

Gli italiani, Diamanti lascia Lippi

Un certo malessere nell’immenso paese asiatico non ha colpito soltanto Tevez: quattro dei cinque calciatori italiani approdati in Cina, nel corso del tempo, non hanno resistito per più di un anno e sono tornati di corsa a casa. Nel 2014 Alessandro Diamanti ha firmato un triennale da tre milioni all’anno con il Guangzhou Evergrande allenato da Marcello Lippi: il fantasista di Prato ha vinto il campionato, alternando prestazioni buone ad altre meno brillanti, per poi accogliere al volo l’offerta della Fiorentina, dopo una sola stagione.

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Alessandro Diamanti nel 2014 nel Guangzhou

Gilardino via dopo sei mesi

Ancor più breve l’esperienza di Alberto Gilardino: a luglio del 2014 siglò un accordo di un anno e mezzo con il “solito” Guangzhou, ma dopo appena sei mesi se ne è tornato alla Fiorentina insieme con Diamanti. Anche i pionieri italiani in Cina, Damiano Tommasi e Fabio Firmani, non hanno resistito più di tanto: l’ex centrocampista della Roma, pur affascinato dall’esperienza in un paese così particolare tanto da scriverci un libro (“Mal di Cina”), nel 2009 è rimasto soltanto nove mesi nel Tianjin Teda, l’ex laziale invece nel 2011 ha militato per dieci mesi nel Shaanxi Renhe prima di tornare in Italia e appendere gli scarpini al chiodo.

Gilardino cina

Alberto Gilardino in allenamento nel Guangzhou

Pellè ha già il record di permanenza tra i nostri

L’ultimo arrivato, Graziano Pellè, ha già conquistato il primato di permanenza in Cina tra i nostri connazionali, “festeggiando” proprio in questi giorni i 12 mesi da centravanti dello Shandong Luneng. Il rendimento dell’ex attaccante della nazionale azzurra finora non è stato eccelso (25 presenze e 6 gol in campionato tra il 2016 e il 2017), ma il conto in banca (guadagna 16 milioni di euro a stagione) gli permette di stringere i denti.

Pellè guadagno

Graziano Pellè, guadagna quasi 16 milioni all’anno in Cina

Drogba e Robinho, sei mesi in Cina e ritorno

L’irresistibile voglia di tornare dalla Cina ha colpito anche campioni come Didier Drogba e Robinho: l’attaccante ivoriano è rimasto soltanto sei mesi, nel 2012, con il Shanghai Shenhua per rientrare di corsa al Galatasaray. Sei mesi di permanenza cinese anche per il brasiliano, campione nazionale nel 2015 con il Guangzhou Evergrande e poi tornato in patria, nell’Atletico Mineiro.

Keita, Anelka e la voglia di adrenalina

Seydou Keita, quando venne a giocare nella Roma, raccontò chiaramente di come era tornato in Europa, dopo un anno e mezzo nel Dalian Aerbin, perché aveva ancora voglia dell’adrenalina del calcio che conta. Anche Nicolas Anelka, quando è arrivato alla Juventus nel 2013, era reduce da un anno nello Shanghai Shenhua, ma la sua benzina per i palcoscenici europei era evidentemente finita: l’avventura in bianconero è stata un flop e da allora la carriera dell’attaccante francese è tramontata definitivamente.

A Shanghai, nel 2006, era passato per appena cinque mesi anche Carsten Jancker, ciclopico e sgraziato ex attaccante della nazionale tedesca e dell’Udinese, rientrato di corsa in Germania. A Pechino, nello Shaanxi Chanba, nel 2010 hanno apprezzato l’ex interista Mohamed Kallon, che dopo 12 mesi dignitosi ha preso il volo verso la sua Nigeria «per stare vicino alla mia famiglia».

Paulinho pronto per il Barcellona

Adesso, oltre a Tevez, c’è Demba Ba che scalpita: tesserato per lo Shanghai Shenhua, sta guardandosi intorno dopo essere rientrato da sei mesi infruttuosi di prestito al Besiktas. Il senegalese, a 31 anni, ha poco mercato, ma si sta già apparecchiando il futuro con una quota in un club calcistico a San Diego, che disputerà il campionato Nasl nel 2018. Dovrebbe andare decisamente meglio a Paulinho, 29enne centrocampista del Guangzhou Evergrande e della nazionale brasiliana: dopo due anni la Cina gli sta stretta, per lui c’è pronto un contratto quadriennale da firmare con il Barcellona.