Elisa Ferro Luzzi

In Italia gli stadi si svuotano: il 50% dei posti riservati ai tifosi negli impianti nostrani negli ultimi anni è rimasto vuoto, le persone preferiscono guardare la partita da casa. O non guardarla affatto, complice l’ormai basso livello del campionato e l’effetto che la tessera del tifoso ha avuto su gruppi organizzati e non. Mentre le curve di mezza Italia si svuotano, c’è una tifoseria che va decisamente controtendenza: è quella della Sambenedettese. Allo stadio Riviera delle Palme i supporters non mancano mai: sarà perché un impianto che ti accoglie con l’enorme scritta “Il tempio del tifo” non può poi rimanere vuoto, sarà perché nelle serie minori c’è ancora quel senso di appartenenza tra un club e la sua città. Sarà quello che vi pare: dati alla mano, quella della “Samba” è una delle tifoserie più attive d’Italia. Basti pensare che San Benedetto del Tronto conta circa 47 mila abitanti e al Riviera a volte si arriva a toccare anche punte di 10 mila spettatori. Ogni maledetta domenica lo stadio è una bolgia, alla faccia degli impianti vuoti della Serie A.

Lo stadio Riviera delle Palme

Lo stadio Riviera delle Palme

Il gemellaggio Samb-Bayern Monaco

La Samb vanta inoltre un gemellaggio di tutto rispetto con il Bayern Monaco. Due storie diverse, un’amicizia ormai decennale che va al di là delle categorie di appartenenza e che vale la pena di essere raccontata. Tutto ha avuto inizio il 26 marzo 2005, in occasione del match di campionato Samb-Napoli. Il movimento tedesco aveva già da qualche tempo iniziato ad appassionarsi alle curve italiane, soprattutto alle realtà minori ma con un buon seguito. Un gruppo di tifosi del Bayern decise quindi di partire alla volta di San Benedetto del Tronto per dare man forte ai rossoblu; da quel giorno, grazie anche ad un ultras della Samba che parlava tedesco, si instaurò dapprima un’amicizia e poi un gemellaggio. In particolare, il gruppo Schickeria ha seguito la Sambenedettese in molti appuntamenti in casa e fuori e dal 2008 è sempre presente al torneo in ricordo di Luigi Coccia, in arte Tamburello, storico tifoso della Samb morto nel 2014 a cui i tedeschi hanno dedicato una coreografia. Non solo: ad aprile di quest’anno i tifosi del Bayern Monaco, durante la trasferta a Berlino per il match contro l’Herta, hanno esposto lo striscione “L’amicizia va oltre ogni categoria. Auguri magica Samb”. Un messaggio importante per la promozione del club rossoblu dalla D alla Lega Pro.

Lo striscione esposto dai tifosi del Bayern per festeggiare la Lega Pro della Samb

Lo striscione esposto dai tifosi del Bayern per festeggiare la Lega Pro della Samb

La tifoseria sambenedettese, dal canto suo, non è mai mancata alle partite più importanti: una rappresentanza adriatica era presente a due match di Champions League: Manchester-Bayern del 7 aprile 2010 e la finalissima del 22 maggio dello stesso anno, Inter-Bayern. Inoltre, ogni anno molti ultras partono alla volta di Monaco cercando di far coincidere una partita del Bayern con l’Oktoberfest. Sono tantissimi i tedeschi che negli ultimi sette anni hanno trascorso le vacanze in Riviera Adriatica per andare a trovare gli amici della Samba. Un segnale, questo, di quanto ancora il calcio riesca ad unire malgrado gli stadi vuoti e il campionato in declino.

Il dimenticato Rogo del Ballarin

A San Benedetto, purtroppo, nel 1981 è andata in scena la più grande disgrazia mai avvenuta in uno stadio italiano. In pochi si ricordano del Rogo del Ballarin, l’ex stadio della Samb, avvenuto il 7 giugno di quell’anno: alle 17 di quel caldo giorno, in occasione della partita con il Matera, quasi 7 quintali di striscioline di carta di giornale portate dentro la Curva Sud per festeggiare il ritorno della squadra in Serie B presero fuoco e 3500 persone rimasero intrappolate all’interno dello stadio. Molte di queste finirono nel rogo e furono assalite dalle fiamme; morirono due ragazze, 64 furono gli ustionati. In campo c’era Walter Zenga, che ai tempi difendeva la porta della Samba. In un’intervista recente alla Gazzetta dello Sport, l’ex portiere dell’Inter ha rivissuto quei momenti tragici: “Come faccio a dimenticare… Non c’è giorno che passi senza un pensiero rivolto a quel giorno, a quelle povere ragazze. Una aveva la mia età. Ho quella foto, la tengo nel cassetto. La guardo spesso, come spesso guardo il video su internet. E non riesco a darmi pace. E’ accaduto tutto così in fretta, noi in campo pronti ad affrontare il Matera: ci bastava un punto per la promozione. Poi qualcosa gira male: vedo fiamme e fumo. Poco alla volta tutti andiamo verso la curva: la gente urla e si lancia sul prato, ferendosi sul filo spinato. Come faccio a dimenticare… Semmai mi chiedo perché nessuno parli di quella tragedia, come se fosse di serie C. Una vergogna”.

Il Rogo del Ballarin

Il Rogo del Ballarin