Redazione

Hanno letteralmente conquistato la Francia, sono la parte buona del tifo di questo Euro 2016, sono ben distanti dagli hooligans inglesi e francesi che hanno messo a ferro e fuoco le varie città transalpine. Sono in tifosi irlandesi. Eire o Nord Irlanda sono due terre profondamente divise, ma nel tifo ecco che esce fuori l’anima dello stesso popolo: balli, canti, tormentoni, scene divertenti e momenti intensi di aggregazione con le altre tifoserie. L’importante è divertirsi e stare insieme, così come ha insegnato loro il rugby e la storia.

I più scatenati sono quelli della Repubblica d’Irlanda che, in giro per la Francia, stanno mettendo su ogni giorno divertenti siparietti. E ieri durante l’inno di Mameli si sono alzati e hanno battuto le mani insieme ai nostri supporters. Proprio insieme ai nostri, abituati in Italia a sentir fischiare – a volte – durante gli inni ufficiali. Una lezione di stile, questa, e forse anche un po’ di vita. Il popolo dell’Isola di Smeraldo è così: allegro, vitale, in festa sempre con una Guinness o una Murphy in mano.

 

 

I Boys in Green nei giorni passati ne hanno combinate di tutti i colori e hanno fatto parlare del loro tifo sano, bello, irlandese. Sono stati filmati a cantare cori per la polizia francese (“Stand up for the french police” sulle note di Go West dei Village People), hanno sussurrato una ninna nanna ad un bimbo, hanno fraternizzato con gli svedesi tramite canzoni degli Abba. Poi il simpatico siparietto con una suora in treno, a cui hanno cantato il Padre Nostro

 

Addirittura si sono messi a pulire dopo una festa improvvisata per le strade di Bordeaux cantando e ballando.
Non sono da meno i tifosi dell’Irlanda del Nord. Hanno inventato il coro tormentone, l’ormai famoso Will Grigg’s on fire che rimarrà nella storia di Euro 2016. Anche se, a differenza dei ”cugini”, sono stati aggrediti più volte dalle frange ultras violente che stanno disturbando lo svolgimento della competizione. Loro, che la guerra vera l’hanno vissuta, non hanno comunque perso lo spirito irish e la voglia di far capire a tutta Europa cosa significa essere tifosi.