Redazione

Incornata con le sue stesse armi. L’Inter interrompe la sua corsa in casa con il Torino. I granata giocano come possono e devono. Intensità, agonismo e coraggio. E strappano un pari tutto sommato meritato.

Spento Borja, si spegne la luce

Intensità e pressing, le chiavi per interrompere le trame nerazzurre. Mihajlovic sceglie una tattica vecchie maniere. Sacrifica un uomo a centrocampo pur di annullare la fonte di gioco dell’Inter. Rincon si attacca a Borja Valero e lo segue in tutte le zone del campo. Risultato: si gioca dieci contro dieci, ma ci guadgna il Torino. La manovra dell’Inter è sterile: Candreva e Perisic non trovano profondità, e, di conseguenza D’Ambrosio e Nagatomo non si sovrappongono anche perchè sono impegnati, e non poco dalla presenza costante di Iago Falque e Ljaic. Bloccato Borja, il Toro ha gioco facile nell’inserirsi fra le linee sfruttando la dinamicità. E trova il gol del vantaggio proprio partendo dall’esterno con Iago Falque. E per la prima volta, l’Inter è costretta a rincorrere tra le mura amiche.

Intensità e condizione atletica

Il gioco non è mai stato brillante, ma il carattere, ai nerazzurri non manca. La squadra di Spalletti ha sette vite e non si arrende, anche se Icardi sembra lontano anni luce dalla condizione mostrata nel derby. Il Toro è attento, concede pochissimo e detta una strada. L’Inter non va attesa né affrontata corpo a corpo. Piuttosto attaccata nell’unica fonte di gioco. Inaridito Borja Valero, a Spalletti non è rimasto che cambiare modulo. Con il 3-4-1-2 l’Inter ha ritrovato spazio e tempi di gioco, ma l’assalto è di nervi, più che di gioco. La discriminante è nella condizione atletica. Eccellente. L’Inter non è mai stanca. Non a caso, quando il Toro perde un briciolo d’intensità, i padroni di casa, al di là del cambio di modulo, trovano le occasioni e la rete del pari.