Riccardo Stefani

Il 2017 ha mostrato finora un Torino indecifrabile, che alterna risultati positivi e negativi a una tendenza che lascia i tifosi granata perplessi. Dopo il pari di Crotone il computo dei pareggi nell’anno solare sale infatti a 14 su un totale di 28 partite giocate.

Per il Torino pareggi positivi, ma anche punti sprecati

Quattordici su ventotto, una su due. Il Torino sembra aver preso l’abitudine a firmare con una X il registro presenze della Serie A, anche se avrebbe il potenziale per fare molto meglio. Nonostante il mercato abbia nettamente rinforzato la squadra, troppe compagini sembrano riuscire a prendere il Toro per le corna e limitarne il potenziale. Il dato inquietante è che il maggior numero di pareggi (8) siano stati ottenuti tra le mura domestiche sotto gli sguardi attoniti del pubblico di casa. Certo, c’è da dire che queste X sono state utili per fermare delle squadre più o meno dello stesso livello dei granata, come Atalanta, Inter, Milan e Sampdoria. Ma in pochi credono alla serenità d’animo di Mister Sinisa dopo l’uno a uno dello scorso anno e il due a due della scorsa partita contro il Crotone.

Squadra difficile da battere, ma che segna poco

Stiamo parlando di una squadra che difficilmente fa regali. Il coach serbo sa bene come schierare i suoi in campo, ma la differenza reti parla chiaro: quattordici gol fatti non sarebbero neanche pochissimi, considerando l’assenza di lusso di Belotti, ma i tredici subiti sono decisamente troppi (come Milan, Atalanta e Genoa). E la prossima avversaria, la Roma di Di Francesco, dopo la sconfitta in casa con il Napoli non ne vorrà proprio sapere dell’attitudine al pareggio dei granata. Anche perchè negli ultimi tre confronti all’Olimpico, quello piemontese, i giallorossi ricordano bene i due pareggi per uno a uno e la pesante sconfitta per tre a uno dello scorso anno.

Mihajlovic deve sopperire all’assenza di Belotti

L’assenza di Belotti pesa, ma forse non è neanche il problema principale: il giovane Sadiq non può reggere il peso dell’attacco come fa il Gallo e Niang fisso (o quasi) a sinistra non sembra alleggerirgli troppo il carico. Ljajic, sulla trequarti offensiva fa quello che può: tocca molti palloni, gioca da playmaker puro, pennella assist che liberano molto spesso i compagni al tiro, ma non sempre lascia il mister e i tifosi soddisfatti. Siamo quasi a metà del tempo previsto per il recupero di Andrea Belotti, dopodichè i trequartisti potranno tornare a servire l’insaziabile bomber. Per ora, Mihajlovic continuerà ad affidarsi alle punizioni del suo connazionale con il numero dieci, alle incursioni (come quella vincente di De Silvestri), al sinistro pungente dello spagnolo Falque e magari a qualche mischia.