Redazione

Se la distinta da consegnare all’arbitro inizia dal portiere, un motivo ci sarà. Ed il concetto che una squadra ben costruita è in grado di vincere anche schierando una sedia in mezzo ai pali è una bella esagerazione. Chi vuole fare strada ha necessariamente bisogno di un estremo difensore affidabile, di quelli che con i loro interventi possono cambiare radicalmente il corso di una partita e, perchè no, di un campionato. A Torino sponda granata lo sanno bene, i momenti più belli della storia del Toro hanno anche il viso da modello di Bacigalupo e le rassicuranti fattezze di Luciano Castellini. E dopo l’esperimento Hart, miseramente fallito, Cairo e Mihajlovic hanno puntato su un portiere di sicuro valore e alla ricerca di una rivincita.

Dal Parco dei Principi all’Osasuna

In due stagioni Salvatore Sirigu ha perso tutto. La maglia di titolare del Paris Saint-Germain, che fa ping-pong sulle spalle di Areola e di Trapp, ma anche la numero dodici dell’Italia, ormai saldamente appannaggio di Donnarumma. La scelta di trasferirsi in Francia in un primo tempo ha pagato, sia economicamente che in quanto a soddisfazioni personali. Il record di imbattibilità della porta dei parigini è suo e le quattro Ligue 1 vinte portano anche la firma del ragazzo di Nuoro. Che però è stato scaricato da Blanc e si è ritrovato a dover cercare la sua strada lontano dalla Ville Lumiere. La Spagna, prima al Siviglia e successivamente all’Osasuna. Poi la chiamata del Toro ed un ritorno in Italia desiderato e provvidenziale.

Un ritorno in Italia che fa bene a tutti

Per entrambe le parti, dato che i granata erano alla ricerca di qualcuno che offrisse più certezze di Hart, portiere dal rendimento variabile come il tempo nella sua Inghilterra. Mihajlovic poi è un convinto sostenitore del primo non prenderle e ben sapendo che il suo attacco gli garantisce una buona dose di reti, si è preoccupato più di registrare la difesa. Partendo dai pali, offrendo a Sirigu l’occasione per riscattarsi e per puntare a Russia 2018, magari non più come secondo portiere (ricordando la parabola del granata Marchegiani a USA ’94) ma come terzo di esperienza e affidabilità.

Torino imbattuto, Sirigu sugli scudi

Occasione che l’estremo difensore sardo non vuole lasciarsi sfuggire. Torino imbattuto e una sola rete subita, da Federico Di Francesco, alla prima di campionato contro il Bologna. Poi giù la saracinesca, soprattutto nella difficile trasferta a Benevento. Se i granata hanno portato via la posta piena dal Vigorito il merito è certamente anche di Iago Falque e del suo gol allo scadere, ma sarebbe stato tutto inutile se Sirigu non avesse più volte detto di no agli attaccanti giallorossi. E il tecnico e i tifosi si coccolano il portierone, finalmente liberi da quel brivido di pericolo che negli ultimi anni percorreva la schiena quando la palla in qualche maniera si avvicinava alla porta del Toro.