Matteo Muoio

Grandi colpi, cessioni dolorose, cocenti delusioni e prospetti tutti da scoprire. Trame e intrecci di una storia uguale nei modi e sempre diversa negli esiti. In poche parole il mercato estivo. Che, puntualmente, regala e porta via con sé i classici “tormentoni”, un po’ come succede in campo radiofonico. Nomi che rimbalzano per settimane su quotidiani, siti e programmi, accostati ad uno o più club senza che vi si accasino mai. Si chiude l’ombrellone e loro se ne rimangono dove sono, lasciando eventualmente qualche strascico levigato dal procedere del campionato. Il mercato è anche questo e noi vogliamo raccontarvi dei più grandi tormentoni di casa nostra negli ultimi anni. Oggi cominciamo con la Lazio, che alla voce ha spesso abbinato una punta. Nell’estate 2010 fu Santa Cruz, inseguito per tutto agosto, vicino, poi lontano, poi di nuovo vicino; vicinissimo, sul punto di firmare. Al 28 di agosto sembrava tutto fatto, il procuratore Van Baal assicurava servisse solo l’ok della Lazio, che con il City aveva trovato un accordo sulla base di un prestito con diritto di riscatto a 8 milioni. C’era un volo già prenotato per Fiumicino, che il paraguayano non prese mai: il 31 agosto l’affare saltò, non si capì mai chi tra Lazio e City avesse cambiato le carte in tavola. Nulla però in confronto alla telenovela Yilmaz, così di successo da essere riproposta per una seconda stagione.

Yilmaz-Lazio: atto primo

Di Burak Yilmaz in orbita Lazio si comincia a parlare, per la prima volta, agli inizi di giugno 2012. Si tratta di un poderoso attaccante turco che gioca nel Trabzonspor. Classe ’85, è esploso tardi, ma a Trebisonda ha realizzato la bellezza di 58 reti nelle ultime 2 stagioni. La punta più forte della Superliga, presente e futuro della nazionale. Ha il contratto in scadenza 2013, Tare, bravissimo nel seguire piste di mercato poco battute, fiuta l’affare; alla Lazio, che ha da poco ufficializzato Petkovic come allenatore, serve un vice-Klose di livello o addirittura un partner del tedesco. Per prenderlo bastano 5 milioni e Lotito pare disposto all’investimento, col giocatore si trova subito un accordo sulla base di 1 milione a salire per 4 anni. Affare praticamente fatto. All’apparenza. Sorgono complicazioni, di natura poco chiara, e la trattativa vive qualche giornata di stallo. Il Trabzonspor avrebbe cambiato le carte in tavola chiedendo il 25% di una futura rivendita che il patron biancoceleste non è disposto a concedere. La clausola della discordia. Si inserisce il Galatasaray che nell’arco di 48 ore chiude l’affare: 7 milioni al Trabzonspor e nessuna percentuale. Alla Lazio, dietro Klose, rimangono un Rocchi ben avviato sul viale del tramonto e Floccari, di ritorno dal prestito al Parma.

Yilmaz in azione con la maglia del Galatasaray

YILMAZ-LAZIO: ATTO SECONDO
Un grosso rimpianto, perché col club più titolato di Turchia Yilmaz continua a segnare a valanga, mettendosi in evidenza anche in Europa: 24 gol in campionato e 8 di Champions che ne fanno il terzo miglior marcatore dell’edizione dopo Ronaldo e Lewandowski, il più prolifico considerando le presenze, 9. A 28 anni capisce che è il momento di confrontarsi con una realtà di maggior spessore: si fa sotto il Chelsea ma Burak vuole avere la certezza del posto da titolare, meglio uno step intermedio. A fine agosto l’entourage lo propone di nuovo alla Lazio. I biancocelesti sono reduci dal trionfo stracittadino di Coppa Italia, dal mercato sono arrivati profili importanti come Biglia e Anderson – comunque da verificare nel campionato italiano – come pure le scommesse Perea, Vinicius e Novaretti. Tutte perse. La piazza chiede il colpo importante, Petkovic è convinto di aver maturato abbastanza credito per meritarselo. Il vice-Klose, o partner, o erede, è ancora una necessità. Non può più esserlo Floccari e nemmeno il coco Perea, subito bocciato dal tecnico svizzero-bosniaco, tanto che il suo tesseramento viene congelato in quanto extra-comunitario. Yilmaz va preso. Il Galatasaray parte da una richiesta di 20 milioni, trattabili. A 15 si chiude. La prima offerta è marcatamente Lotitiana: 11 milioni più Pereirinha e Stankevicius. Subito rigettata, ovviamente. Iniziano giorni di trattative frenetiche, proposte, formule, soluzioni: 11 più 2 di bonus, 10 più 4, 13, 5 in due rate, 15 in 4. L’ultima settimana di agosto pare l’accordo sia stato trovato, il 28 i dirigenti del Gala sono a Roma per chiudere. Il popolo biancoceleste è pronto ad abbracciare Yilmaz con un anno di ritardo, ad osannare il bomber per l’assalto alla Champions. Rimarranno clamorosamente delusi ancora una volta: l’accordo non viene ufficializzato, come da copione sorgono intoppi e imprevisti. Il 30 agosto è definitivamente saltato, Yilmaz rimane in Turchia e la Lazio tessera Perea. Non esiste una spiegazione univoca sulla mancata conclusione dell’affare, all’epoca circolavano più versioni e noi riportiamo quelle di Lotito ed Egesel, procuratore del ragazzo. Il patron biancoceleste affidò la sua alle pagine del Corriere dello Sport: ” “Non l’ho cercato io, mi è stato offerto il giorno di Ferragosto. A casa mia a Cortina d’Ampezzo si è presentato un intermediario. Mi ha detto: ‘Yilmaz vuole lasciare il Galatasaray ed è disponibile a venire alla Lazio‘. Lo avevamo trattato un anno fa, è un giocatore forte che piaceva moltissimo a Petkovic e anche a Tare. Mi hanno detto: ‘Lo fai lo scambio con Hernanes?’. Ho chiarito subito il discorso, ho detto che il brasiliano non si sarebbe mosso, ma hanno insistito. ‘Yilmaz vuole la Lazio’. Di fronte a questa possibilità, era doveroso approfondire. E ho fatto le mie condizioni: ‘Come stipendio posso garantire 2,5 milioni di euro netti più i bonus. Se vi sta bene, andiamo avanti. Altrimenti lasciate perdere’. Si è persino presentato nel mio ufficio l’ambasciatore della Turchia che mi diceva: ‘Dagli 15 milioni’. E che decidi te il prezzo? Abbiamo provato a mettere Kozak nell’operazione, poi si è andati avanti solo su basi economiche. Avevo trovato pure un accordo, chiamate pure il presidente del Galatasaray. Yilmaz sarebbe costato 13 milioni cash, pagamento in un’unica soluzione, più ulteriori 2 di bonus. Eravamo d’accordo su tutto, ero convinto di chiudere e poi… Mi arriva una mail di Egesel, il procuratore. Mi fa il riassunto dei bonus e dello stipendio: 2,8 netti totali a stagione. E mi chiede più di 2 milioni, il 10% del totale lordo sui cinque anni di accordo, alla firma del contratto. Così no, non ci sono stato più. E’ un’estorsione. Speravamo di farcela e il mondo del calcio è condizionato dagli agenti. Ne esistono di seri, ce ne sono altri che ti ricattano. E’ colpa di un sistema da cambiare. Sto lottando per rivedere le regole in Lega. Ho telefonato a Platini. Devono agire anche Uefa e Fifa. Ricordate cosa è successo con Felipe Anderson. Ma Egesel si prenderà una denuncia. Ne riparleremo. Visto il suo carattere, comunque, comincio a pensare che sia stato meglio non prenderlo Yilmaz“. Ad Egesel non arrivò alcuna denuncia. Lo stesso procuratore raccontò una storia diversa: “Avevamo raggiunto l’accordo sui termini del contratto di Burak, ho accettato l’offerta di Lotito, ma fin dall’inizio riuscivo soltanto ad intravedere la possibilità di un trasferimento. In principio il Galatasaray aveva chiesto 20 milioni, ma tutto è soggetto a negoziazione. Così la richiesta del Galatasaray si è abbassata a 11 milioni più 4, la Lazio ha risposto offrendo 9,5 più 2; è anche da questo che si vede la poca serietà della dirigenza. Io non ho ostacolato nessuna trattativa“. Yilmaz è rimasto ad Istanbul per altre 2 stagioni e mezzo, tenendo sempre ottime medie realizzative. Nel febbraio 2016 ha accettato la super offerta del Beijing Gouan, che gli garantisce oltre 5 milioni all’anno. Non è andato in pensione comunque, visto che in Cina ha segnato 19 gol in 27 partite.