Luigi Pellicone

Il 28 maggio ha regalato emozioni fortissime e ricordi indelebili. Il 30 giugno si riapre il cassetto: vediamo se c’e ancora qualche fazzoletto, che oggi scade il contratto di Totti. Il 1 luglio è proprio finita. Anche le lacrime? Beh, quasi. No problem, c’è ancora un’ultima scorta di kleenex, da utilizzare in giornata, quando si sarà realizzato che questo è il primo ritiro senza Totti. Ah, a proposito di fazzoletti. Meglio comprarne altri, chè il sequel è scontato: pianti per la prima amichevole con i boscaioli, senza Totti. Lacrime per la prima partita uscita ufficiale, senza Totti. Singhiozzi, per la prima partita all’Olimpico, senza Totti. Poi, il più tardi possibile, arriverà anche la prima sconfitta. Ecco, quella riaprirà il comò, dove sono mescolati, alla rinfusa, rimpianti, ricordi e fazzoletti. “Ah, se ci fosse stato Totti…”. Ecco, appunto. Non c’è. Eppure, l’informazione non smette di interessarsene: è a Mykonos con Nainggolan, poi al matrimonio della cognata, quindi a Ibiza con la famiglia. Povero ragazzo. Quasi stalkerato. Ma non si starà esagerando? Non è curioso che Totti finisca quotidianamente in prima pagina e in riferimento alla sua vita privata?

Oggettivamente, si fatica a capire:  cosa cambia, alla Roma, se un suo ex calciatore è al mare in Grecia, in Italia o in Spagna? Questo interesse, quasi morboso, distoglie l’attenzione da ciò che è, giornalisticamente parlando, DAVVERO, l’interrogativo da porsi.

PERCHÈ TOTTI È IN VACANZA?

Non ha un contratto come dirigente? Sì che ce l’ha. E allora, se il suo accordo è, come paventato al momento del ritiro, di direttore tecnico, perchè Francesco non è con Di Francesco?

I casi sono tre: o non sarà direttore tecnico. O non ha ancora trovato ancora una collocazione nell’organigramma giallorosso. O farà altro.

Le offerte non gli mancano. É cosi fantascientifico ipotizzare che preferisca andarsene piuttosto che lavorare per e con chi, senza se e ma, gli ha chiuso la porta in faccia?

Totti e pallotta

Totti e Pallotta nel giorno dell’addio del Capitano

I rapporti con Pallotta, lo sanno anche i sassi, non sono (eufemismo) eccellenti: mr president ritiene Totti un uomo immagine da portare in giro. Un’icona da dare in pasto ai tifosi sparsi per il mondo. Tutto molto very american. Peccato che Totti, in quel ruolo, proprio non ci si veda. Vuole il campo. Una responsabilità. Sentirsi coinvolto. Lo ha detto davanti a milioni di occhi e orecchie. “Avrei voluto giocare ancora. Ma, via i pantaloncini, è tempo di diventare grandi. Lo ha deciso il tempo”.

Eh. Maledetto tempo. Poco. E questa volta, anche particolarmente stretto. Il redde rationem è molto vicino: una settimana. Il 16 luglio la Roma parte per la tourneè negli USA. Totti rientra dalle vacanze un paio di giorni prima della partenza. Dunque in più o meno 72 ore dovrà incontrare il presidente (o chi per lui) stabilire il suo nuovo ruolo nell’organigramma societario e imbarcarsi con la squadra per gli USA. Troppo complicato? Più che altro, poco chiaro… come il futuro