Redazione

Il Pordenone si regala l’Inter negli ottavi di finale di Coppa Italia, con una vera e propria impresa alla Sardegna Arena. Il Cagliari si presenta con molte seconde linee, ma i friulani, attualmente quinti nel girone B della Serie C, ci mettono molto del loro per un successo che a suo modo è molto importante. Il sogno è quello di raggiungere l’Alessandria o il Bari, che sono arrivate fino alla semifinale del secondo trofeo nazionale, ma già arrivare a sfidare Icardi e Perisic è una gran bella soddisfazione. Quando accade in FA Cup, gli inglesi lo chiamamo giant killing. Ma anche nella storia della Coppa Italia ci sono esempi di piccoli grandi miracoli.

Coppa Italia 2013/14 – Cagliari-Frosinone 1-2

I sardi sono recidivi, perchè anche nel 2013, a metà agosto, si fanno sbattere fuori dalla Coppa Italia da una squadra di C. A passare il turno è il Frosinone di Stellone, quello lanciato verso la B e il doppio salto. Per i canarini segna, neanche a dirlo, Daniel Ciofani, dall’altra parte risponde (altrettanto ovviamente) Pinilla. Ma ad abbattere il muro dei ciociari non bastano Nainggolan e Daniele Conti e il match sembra incanalarsi verso un classico finale ai calci di rigore. Ma i sardi non hanno considerato Curiale, che proprio prima del fischio finale gela l’allora Sant’Elia e fa avanzare il Frosinone al quarto turno.

Coppa Italia 2015/16 – Genoa-Alessandria 1-2 (dts)

Sfida piena di fascino e di storia quella tra Genoa e Alessandria. I grigi però sono in Serie C quando il sorteggio degli ottavi di finale della Coppa Italia li accoppia al Grifone. E in una serata di dicembre i ragazzi di Gregucci vanno a prendersi i quarti (disputati contro lo Spezia, che elimina la Roma all’Olimpico) vincendo al Ferraris. Un 1-2, maturato in circostanze rocambolesche: vantaggio piemontese, ma Pavoletti pareggia al novantesimo con i grigi in 10 a causa di un infortunio a cambi terminati. L’Alessandria però non si dà per vinta e a cinque minuti dai calci di rigore porta a casa l’impresa con un guizzo in contropiede di Bocalon.

Coppa Italia 1983/84 – Juventus-Bari 3-4 (1-2, 2-2)

Come si può definire se non miracolo la vittoria di una squadra di Serie C a casa dei vicecampioni d’Italia e d’Europa? Il Bari, che in quella splendida annata arriverà fino in semifinale, comincia la sua cavalcata nel girone di qualificazione, in cui incontra proprio la Juventus. Un buon pareggio è il viatico verso gli ottavi di finale, dove il destino (e il sorteggio) riserva di nuovo i bianconeri. E tra Torino e Bari si concretizza l’impresa. Vittoria al Comunale contro l’undici del Trap, con in campo Platini e Boniek. Al ritorno non c’è neanche troppo da soffrire, perchè il pareggio di Platini arriva solo all’ultimo minuto. Ed è festa grande tra i biancorossi.