Redazione

Renzo Ulivieri, anni 76, per gli amici Renzaccio. E anche oggi, il vicepresidente della FIGC, nonché presidente della Associazione Italiana Allenatori, non rinuncia alla vis polemica. Sul suo profilo FB, in bella mostra, un dito medio sotto il grattacielo di Trump. Un gesto abbastanza eloquente che ha già completato il giro del web, ma che cozza pesantemente con il suo ruolo.

Il dito medio di Ulivieri: sullo sfondo il grattacielo di Trump

 

Le idee di Ulivieri sono note…

Del resto le idee di Ulivieri sono note. Trump, magnate e presidente americano (sarebbe bastato soltanto una delle due per risultare antipatico al decano degli allenatori italiani) rappresenta ciò che è più lontano dal credo del tecnico politico del tecnico di San Miniato. E Ulivieri, a modo suo, non ha perso occasione per farlo notare. Fra l’altro, si unisce alla lunga lista di sportivi che hanno preso le distanza dalla politica del presidente USA. Per carità siamo in democrazia e c’è libertà di pensiero, azione ed espressione. Però la sensazione, questa volta, è che il Renzaccio abbia esagerato. C’è modo e modo di manifestare il proprio disappunto. Specialmente se si è rappresentanti di una istituzione sportiva e ospite in un paese straniero.

Chi è senza peccato, però, scagli la prima pietra

Ulivieri ha un ruolo dirigenziale e, se non altro per immagine, dovrebbe evitare certi gesti: nella sua lunga esperienza di allenatore, fra l’altro, risultano anche alcune macchie che non gli permettono di assurgersi a difensore della morale. Al termine della stagione 1985-1986 Ulivieri è condannato per calcioscommesse. Sconta tre anni di squalifica e torna ad allenare nel 1989.

Estate 2011. protagonista di una protesta molto particolare

Ulivieri incatenato in FIGC

Ulivieri si oppone alla decisione della FIGC che elimina l’obbligatorietà del patentino nelle serie minori (prima e seconda categoria, juniores) incatenandosi davanti la sede della Federazione. Lo stesso palazzo che oggi lo ospita con quel Tavecchio contestato aspramente durante il primo mandato. Ulivieri lo ha definito “inadeguato” nel 2014, e “nostro presidente” tre anni dopo. Garantendogli, però, l’appoggio della sua associazione. Una scelta che ha causato lo “strappo” con l’Associazione Italiana Calciatori di Damiano Tommasi.

Insomma, la storia e la carriera di Ulivieri non sono esattamente coerenti nel rapporto con il potere. E comunque il gesto di oggi resta inelegante e offensivo: da un rappresentante delle istituzioni sportive italiane ci si aspetta qualcosa di diverso che gesti e atteggiamenti da studente dissidente.