Patrizio Cacciari

L’ultima volta fu l’8 aprile del 2013. Sono passati 4 anni dall’ultimo derby capitolino giocato in notturna. Da allora, a causa dei gravi incidenti scaturiti in quell’occasione, la Questura ha vietato lo svolgimento di questo sentito appuntamento in orario notturno. La stessa finale di Coppa Italia del 26 maggio 2013 tra Roma e Lazio venne anticipata, nonostante le esigenze televisive della Rai, alle ore 18.00. Segno che il contrasto alla violenza si era fatto più duro. Ma non bastò. Esattamente un anno dopo, il 3 maggio 2014, veniva gravemente ferito Ciro Esposito, tifoso del Napoli, in una zona adiacente allo Stadio Olimpico, in occasione della finale di Tim Cup tra Fiorentina e partenopei. Ciro Esposito morì dopo alcune settimane di agonia a causa delle ferite da arma da fuoco riportate dopo una furibonda rissa con un ex ultrà della Roma, Daniele De Santis, condannato a 26 anni di reclusione. Tra qualche giorno, intanto, precisamente il 9 marzo, è stata fissata, davanti alla prima Corte d’Assise di Appello di Roma, la prima udienza del processo d’appello.

E poi arrivarono le barriere

Ma torniamo a quel pomeriggio di quattro anni fa. Le cronache di allora (e anche le immagini, di cui potete vedere un estratto qui in basso) ci riportano a una giornata di gravi scontri e aggressioni. Con un bilancio finale di quattro arresti, otto tifosi accoltellati alle gambe e ai glutei, daspo quinquennali distribuiti da una parte e dall’altra nei giorni a seguire. Una guerriglia che mise in stato d’assedio il quartiere Flaminio e la zona di Ponte Milvio tanto da spingere l’allora Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, a decidere: «Basta derby di notte. Non è più tollerabile che ogni volta debbano verificarsi incidenti». Dopo il caso Esposito a Roma non mancarono le polemiche per la gestione dell’ordine pubblico in occasione delle partite a Roma. Poi dopo qualche tempo i vertici della Prefettura cambiarono e arrivò Franco Gabrielli, oggi capo della Polizia, che a sorpresa, rispetto a quelle che erano le indicazioni dell’Uefa, decise di far costruire delle barriere all’interno delle curve dello stadio Olimpico, per ridurre la capienza del settore. La motivazione? “Nelle curve non si rispettano le regole”. Anche se in realtà i guai maggiori sono sempre avvenuti all’esterno dell’impianto.

COSA SONO LE BARRIERE?
In realtà le famose barriere dell’Olimpico non sono altro che un vetro divisorio, proprio come quello che divide il settore dei distinti dalle tribune, fissato nel centro delle due curve, sotto ai tabelloni luminosi, che ha comportato per prima cosa una riduzione della capienza dei settori popolari e a livello strutturale, la divisione del raggruppamento di tifosi principalmente dedito all’incitamento della squadra e al coordinamento dei cori durante le partite di Roma e Lazio. Qual è stata la reazione della parte calda del tifo romanista e laziale? La parte più accesa degli ultrà di entrambi gli schieramenti ha preso la decisione di non entrare più durante gli incontri casalinghi. Solo in questa stagione, la curva Nord della Lazio, ha rivisto la proprio posizione. La Sud, invece, continua la sua protesta. Ma per gli ultras il problema non sono solo le barriere. La contestazione principale è sulla stretta che c’è stata nei controlli intorno alle zone adiacenti allo stadio Olimpico, con lunghe file ai tornelli, divieti di parcheggio nelle aree circostanti, e multe a chi occupa un seggiolino diverso da quello indicato sul proprio biglietti. Una decisione piuttosto severa se pensiamo che anche su un aereo è possibile, con il permesso di una hostess, scambiare il proprio posto.

COSA CAMBIA ADESSO?
Sabato scorso, in occasione di Lazio-Udinese, le barriere della curva sud sono state abbassate, o meglio dimezzate in altezza. Lo stesso è stato fatto in curva nord, prima dello svolgimento del derby di mercoledì 1 marzo. Questo tuttavia non ha sortito alcun effetto nell’ambiente del tifo giallorosso, che attualmente, secondo alcune indiscrezioni raccolte e come espresso attraverso alcuni striscioni notturni, non entrerà in curva. Gli ottimi risultati della squadra e la vendita libera dei biglietti probabilmente porteranno a una presenza più massiccia dei tifosi romanisti in curva sud (anche perché trattandosi di Lazio-Roma, quello è il settore  loro riservato). Ma per rivedere il tifo organizzato romanista bisognerà aspettare ancora.