Redazione

Il Real Madrid è sul tetto del mondo per l’undicesima volta. La Undecima Champions League conquistata contro l’Atletico di Simeone ai calci di rigore mette il sigillo su una storia unica ed irraggiungibile, iniziata però con qualche difficoltà. Ripercorriamo le tappe di avvicinamento delle merengues a questo ennesimo ed importante trofeo.

INIZIO CON GAFFE – In panchina c’è Rafa Benitez, chiamato da Florentino Perez in sostituzione dell’esonerato Carlo Ancelotti. L’ex tecnico del Napoli non inizia male ma commette un errore imperdonabile che fa subito interrogare i tifosi sul suo conto: nel match di Coppa del Re vinto 3-1 con il Cadice schiera Denis Cheryshev, squalificato. La federazione calcistica spagnola è costretta quindi ad escludere il Real dalla competizione, con sommo imbarazzo da parte della dirigenza.

IL CLASICO – Dopo undici giornate tra alti e bassi, arriva la prima sconfitta con il Siviglia che fa perdere la vetta della classifica al Real. Al primo posto schizza il Barcellona che, due settimane dopo, regala una bella batosta a Cristiano Ronaldo e compagni: i blancos, infatti, ne prendono ben quattro tra le mura amiche del Bernabeu durante il Clasico. Non solo: questa sconfitta fa balzare al secondo posto i cugini dell’Atletico Madrid. Florentino comincia ad avere più di qualche dubbio sulla permanenza del tecnico spagnolo.

BENITEZ-ZIDANE – All’inizio del 2016 i risultati altalenanti di Benitez convincono la dirigenza a farlo fuori. In un club come il Madrid l’unico risultato utile è la vittoria e così il buon Rafa è costretto a fare le valigie. Al suo posto Zinedine Zidane, già vice di Ancelotti nel 2013. L’ex gloria delle merengues al momento della chiamata è alla guida del Real Madrid Castilla, terza divisione spagnola. In 18 mesi ha conquistato tutti, così Perez lo promuove in prima squadra tra le critiche furiose di stampa e tifosi: si tratta di un esordiente sulla panchina del club numero uno al mondo. La scelta si rivelerà poi azzeccata: Zizou riporta serenità all’interno dello spogliatoio, vince il Clasico, non vince la Liga per un punto ma fa sua la Champions League.

CRISTIANO RONALDO DEI RECORD – Cristiano Ronaldo, a gennaio, non vince il Pallone d’Oro. E questa è una notizia. Arriva dietro a Messi, ma ciò non gli impedisce di centrar nuovi record oltre che di continuare a segnare come se non cifosse un domani. Il 17 ottobre 2015 diventa, con 324 centri, il miglior marcatore nella storia del club superando Raul. Il 5 marzo 2016, in occasione dell’incontro vinto per 7-1 con il Celta Vigo, segna 4 gol, toccando quota 252 reti nella Liga e sorpassando Telmo Zarra al secondo posto nella classifica dei marcatori di tutti i tempi del campionato spagnolo. E’ il capocannoniere di questa Champions League, con 16 gol in 12 incontri, l’ultimo dei quali è il rigore che ha portato la Coppa dalle grandi orecchie in casa merengues. Conclude questa annata con un altro record: è l’unico calciatore della storia ad essere andato a segno per più di 50 volte in competizioni ufficiali in sei stagioni consecutive. E’ lui, sempre lui (ma non solo lui) l’uomo decisivo della cavalcata verso San Siro.

IL WOLFSBURG – Ai quarti di Champions il Real incontra il Wolfsburg, che fino a quel momento non aveva mai disputato la fase ad eliminazione diretta. Avversario più che abbordabile che invece, a sorpresa, rifila a blancos un netto 2-0 nella gara d’andata e fa assaporar loro l’unica sconfitta in questa competizione. Real in difficoltà? Qualificazione a rischio? Niente di tutto ciò: nella partita di ritorno tre gol di Cristiano Ronaldo, remuntada e tutti a casa a prepararsi per la semifinale. Che vede il pareggio in casa del Manchester City e poi la vittoria per 1-0 grazie ad una rete di Bale. Tutto il resto è storia.