Adriano Stabile

 

Grandi ricordi, tanta emozione e un pizzico di malinconia. La partita “Uniti per la Pace” è stata una grande festa con l’unica nota stonata del poco pubblico presente allo Stadio Olimpico di Roma. Diego Maradona, Francesco Totti, Ronaldinho e tantissimi campioni di oggi e del passato si sono dati appuntamento nella Capitale per un evento benefico, alla seconda edizione dopo quella del 2014, voluto direttamente da Papa Francesco.

«Sono pronto per incontrare Totti. Gli dirò di continuare a giocare», le parole di Maradona prima del match. L’ex numero dieci della nazionale argentina ha giocato tutti gli 80 minuti dell’incontro, nonostante i quasi 56 anni di età. Con lui in campo assi del calibro di Davids, Rui Costa, Zambrotta, Candela, Abidal, Veron, Crespo, Mauri, Taddei, Di Natale, Cafu, Aldair, Burdisso e Mondragon. L’iniziativa è stata organizzata dalla Fondazione Scholas Occurrentes, Csi, Unitalsi e Amlib e una parte dell’incasso sarà destinato alla popolazione di Amatrice colpita dal terremoto del 24 agosto scorso.

Uniti per la Pace, Totti e Maradona insieme

Maradona, schierato in maglia blu nella “Squadra per l’incontro” (con Totti, Di Natale e Capello in panchina), è uscito sconfitto per 4-3 dalla “Lega per la Pace” (con Crespo, Ronaldinho, Rui Costa, che ha sollevato il trofeo della vittoria, e lo spagnolo Aitor Karanka come allenatore), in maglia bianca.

La formazione di Diego è passata in vantaggio al 2’ con Di Natale per poi essere raggiunta al 6’ da un gol del maliano Kanouté (ex Tottenham e Siviglia). Totti, al 23’, ha riportato avanti i blu di Maradona, ma l’ex romanista Bojan ha acciuffato il pareggio al 36’, poco prima del riposo, con un delizioso pallonetto. Nella ripresa si è visto in campo anche Diego Maradona Junior, figlio di Diego riappacificatosi con il padre soltanto recentemente. Il match è stato chiuso dai gol di Crespo di testa per i bianchi al 21’, di Burdisso al 24’ per i blu e dalla fiondata decisiva dell’argentino Cavenaghi che ha dato il successo ai bianchi della Lega per la Pace.

Uniti per la Pace

Le due squadre in campo per la partita benefica “Uniti per la Pace”

L’OLIMPICO CANTA PER DIEGO
Verso la fine del match, dagli spalti dell’Olimpico, è partito anche il vecchio coro per Maradona «Oh mamma, mamma, mamma. Oh mamma, mamma, mamma. Sai perché mi batte il corazon. Ho visto Maradona, ho visto Maradona. Oh, mamma, innamorato son». Al rientro negli spogliatoi, dopo il primo tempo, c’è stato il fuori programma di un acceso scontro verbale tra il “Pibe de Oro” e il connazionale Juan Sebastian Veron, probabilmente per un’entrata troppo decisa in campo. Tra i due, peraltro, c’erano già state ruggini in passato.

Uniti per la Pace

Il litigio tra Veron e Maradona a fine primo tempo

L’evento, apprezzabile per la beneficenza, è stato anche l’occasione per rivedere insieme tanti fuoriclasse. Alcuni, per la verità, sono apparsi parecchio imbolsiti e rallentati nel movimento. «Una volta ho incontrato Maradona in un River-Boca, fini 0-0 – le parole di Hernan Crespo lui è sempre Diego, per tutti noi argentini e per tutto quello che ci ha dato è sempre un piacere rivederlo. L’incontro con Bergoglio? Ho avuto il piacere di conoscere tre papi: è sempre un bel momento».
«Il messaggio che vogliamo dare è la beneficenza
– ha spiegato Vincent Candelache effetto fa vedere insieme Totti, Ronaldinho e Maradona? È sempre un piacere, sono dei campioni di tutti i tempi, è un onore stare vicino a loro stasera». La festa è finita con gioia e tanto affanno per gli ex campioni. Diego Maradona ha salutato tutti dando appuntamento alla prossima edizione di “Uniti per la Pace”: «Grazie Italia», ha detto il “Pibe de Oro”, prima di scendere le scalette dell’Olimpico, stanco e commosso.