Redazione

Una reazione scomposta, una sostituzione poco gradita, e volano parole poco serene. Non è una novità, al punto che a un po’ tutte le squadre hanno il loro caso stagionale, nonostante siamo appena a metà campionato. L’ultimo è Insigne, che non ha apprezzato il cambio da parte di Sarri contro l’Atalanta e…ha protestato abbastanza platealmente. Ma il tecnico toscano non ha certo lasciato correre, nonostante il risultato fosse favorevole al Napoli. Lorenzo il Magnifico redarguito a brutto muso e a soffrire in panchina fino al novantesimo. Salvo poi essere il primo a correre ad abbracciare i compagni al triplice fischio. E Sarri tranquillizza l’ambiente: tutto ok. Sarà, ma in più di qualche caso, un vaffa è per sempre.

Poca Joya, tanti insulti

O almeno, viene ricordato spesso e volentieri, come avvenuto per quello rivolto ad Allegri da parte di Dybala contro l’Udinese, continuando una (deprecabile) tradizione bianconera che annovera, tra gli altri, Bonucci e Tevez, entrambi poco sereni nei confronti del tecnico toscano che a vedere i numeri sembra quasi andarseli a cercare. Resta il fatto che quello scontro verbale per un po’ è stato il simbolo del momentaccio della Joya, a cui veniva imputata una certa mancanza di concentrazione in campo e soprattutto rapporti eccessivamente tesi con allenatore e società. Alla fine con le vittorie tutto passa, ma quel labiale non se lo dimentica nessuno, Allegri in primis.

Lazio…vaffa del Capitano

Anche nelle isole felici, come la Lazio di questa stagione, è volata qualche parola di troppo dopo una sostituzione. Errore da matita rossa, perchè il protagonista è il capitano della squadra, Senad Lulic, poco tenero nei confronti di Simone Inzaghi nella partita contro il Bologna. Insulti plateali, che hanno mandato su tutte le furie il tecnico biancoceleste, e esagerati al punto che il bosniaco, a mente fredda, ha rivolto le sue scuse all’allenatore in un colloquio privato e a tutta la squadra. Ma anche la ricerca dell’assoluzione non ha evitato la multa al capitano della Lazio, multato…da lui stesso come previsto dal regolamento interno di Formello.

Bonaventura e Montella

E se si discute quando le cose vanno bene, non è così strano immaginare che qualche vaffa possa volare quando invece le squadre non si esprimono come vorrebbero. Il cappuccio rosso nasconde il volto di Jack Bonaventura quando viene sostituito nell’ultima partita di Vincenzo Montella alla guida del Milan, ma il calcione rifilato ad un contenitore e il “cinque” del tecnico totalmente ignorato non fanno pensare a nulla di buono. Alla fine la querelle termina il giorno dopo, assieme al mandato dell’allenatore campano, ma Montella ha voluto comunque tendere la mano all’azzurro, uno dei…meno peggio della sua parentesi rossonera, con la coppia ormai scoppiata che ha appianato le divergenze. Poi, ognuno per la sua strada.