Francesco Cavallini

Circa ottantacinque milioni di euro per Virgil van Dijk, difensore olandese che dal primo gennaio 2018 vestirà la maglia del Liverpool. Una spesa spropositata, che da un lato rende bene l’idea di quanto siano ricche le squadre di Premier League, che si permettono di spendere così tanto per un centrale che sarà anche bravo, ma che diventa automaticamente il difensore più costoso di sempre. Dall’altro questi 85 milioni spalancano la porta dei ricordi che riguardano tanti altri calciatori, acquistati a peso d’oro per risolvere le lacune difensive delle big d’Europa, ma che poi sono diventati dei veri e propri (costosissimi) flop. Toccherà anche a van Dijk seguire questa strada? Chissà. Intanto ecco qualche modello da evitare.

Jonathan Woodgate (Real Madrid)

Il gioiello della corona, la grande speranza difensiva della nazionale di Sua Maestà approda al Real nell’anno 2004 per ben venti milioni di euro, dopo buone stagioni con il Leeds ed il Newcastle. Il fatto che la sua prima presenza ufficiale sia datata settembre 2005 lascia pochi dubbi sulla predisposizione del ragazzo ad infortuni di ogni tipo. Appena quattordici apparizioni in tre stagioni per l’inglese, quasi tutte accumulate nel corso di un paio di mesi giocati ad altissimo livello, che permettono ai giornalisti spagnoli di definirlo l’erede di Hierro. Neanche a dirlo, un anno dopo Woodgate vince l’ambitissimo premio di bidone del ventunesimo secolo e saluta Madrid per tornare definitivamente in Inghilterra.

Eliaquim Mangala (Manchester City)

Volendo sottolineare la leggera tendenza delle squadre inglesi a sopravvalutare i difensori, basterebbe dare un’occhiata alla questione Mangala, acquistato dal Manchester City per 40 milioni di euro nel 2014 e ormai esonero di lusso (parecchio di lusso) alla corte di Pep Guardiola. Certo, il Porto è notoriamente bottega cara, ma ad essere stato esagerato non è solo il prezzo del cartellino, ma lo stesso valore tecnico del calciatore. Per lui finora 55 presenze all’Etihad in due stagioni e mezza, intervallate da un anno di prestito al Valencia, che ne ha apprezzato le doti difensive, ma non abbastanza da esercitare il diritto di riscatto per il francese.

Jorge Andrade (Juventus)

Dieci milioni di euro non saranno una cifra iperbolica, ma questi soldi rappresentano una novità assoluta in quanto ad acquisti sbagliati. Neanche la Juventus è immune dal prendere un abbaglio. E se Krasic e Martinez sono lì a ricordarlo per i reparti oltre al centrocampo, risulta difficile trovare un flop difensivo in bianconero. Fino a che non si ritrova negli archivi della memoria il buon Jorge Andrade, difensore prelevato dal Deportivo La Coruña nel 2007 e che ai bianconeri costa esattamente due milioni di euro a presenza, facendone cinque (causa infortuni) in due stagioni prima di rescindere il contratto e ritirarsi a soli 32 anni.

Thomas Vermaelen (Barcellona)

Una vecchia conoscenza della Serie A, che sia sui nostri campi che nella Liga non ha esattamente rispettato le aspettative. Acquistato per 15 milioni di euro dal Barcellona nel 2014, Vermaelen è attualmente a 29 presenze in due stagioni e mezza, più dodici apparizioni abbastanza dimenticabili con la maglia della Roma nell’annata 2016-17. Il belga non ha mai confermato quanto di buono aveva mostrato all’Arsenal, dove si era imposto come uno dei migliori centrali del panorama europeo. Sarà anche colpa degli infortuni che lo colpiscono con frequenza preoccupante, ma i soldi spesi dai catalani per il difensore potevano decisamente essere investiti meglio…

Leonardo Bonucci (Milan)

Forse è un po’ presto per inserire l’azzurro nei categoria dei grandi flop, ma i suoi primi mesi al Milan non depongono certo a suo favore. Arrivato in rossonero per quaranta milioni di euro, l’ex juventino tra una squadra da guidare ed equilibri da spostare, si è ritrovato impantanato nella pessima situazione del Diavolo di questa stagione e a volte ci ha anche messo del suo nel caos che aleggia su Milanello. La prestazione con la Lazio, partita in cui Immobile lo salta in ogni zona del campo, è il manifesto dell’annata molto complicata di Bonucci. Che, se non riesce a far cambiare registro a questo Milan, rischia davvero di passare alla storia assieme agli altri illustri membri di questa lista.