Luigi Pellicone

Altro che esperimenti: tegola pesantissima e addio laboratorio tattico. Inter in piena emergenza. Spalletti deve abortire immediatamente l’idea di una difesa a 3. La Youth League è stata fatale a Vanheusden. Il calciatore è uscito dopo un bruttissimo scontro di gioco e la smorfia di dolore e le facce dei medici non promettono nulla di buono. C’è un altissima probabilità che sia saltato il crociato. E adesso l’Inter si ritrova drammaticamente corta i difesa: l’unica alternativa a Skriniar e Miranda è Ranocchia. E poi, niente.

C’è un D’Ambrosio per tutte le stagioni?

L’infortuno al calciatore belga costringe il tecnico di Certaldo a varare una linea d’emergenza. Spalletti stava già provando, in questi giorni, D’Ambrosio alla Rudiger. L’idea di una difesa a 3 e ½ con il recupero di Cancelo lo stuzzicava parecchio. In questo contesto tattico l’esterno basso napoletano avrebbe dovuto svolgere un lavoro di copertura, dietro Cancelo che nei progetti sarebbe dovuto avanzare sulla linea dei centrocampisti per un 3-5-2, appunto, mascherato, in u 3-4-2-1 con l’inserimento di Eder e Perisic come “guastatori” alle spalle di Icardi. Tutto saltato.

Si torna al 4-2-3-1

Per forza di cose, Spalletti deve rinunciare all’idea e tornare a quattro dietro. E sperare che a Benevento la dea sfortuna si giri dall’altra parte. Impensabile proporre una linea a 3 con una sola alternativa in panchina. A questo punto l’Inter si ridisegnerà nuovamente con l’inserimento di Cancelo come esterno basso di spinta e la rivalutazione di D’Ambrosio come centrale puro. Un ruolo che il ragazzo ha già ricoperto, anche con discreto successo ai tempi di Mancini. In settimana, quando Spalletti ha iniziato gli esperimenti, ha parlato lungo con l’attuale titolare della casella di esterno basso a destra, trovando massima disponibilità. La sua carriera, del resto, se l’è costruita su sacrificio e tenacia. Spalletti sa che può contarci. Lui risponderà presente.