Redazione

In Italia siamo al… Var. In Spagna, neanche al Cantier. La Liga non ha neanche la gol line technology. E nessuno protesta. Questione di mentalità? Non scherziamo. Anche in Spagna ci si arrabbia, eccome, per i gol negati, i fuorigioco o le azioni su cui si può discutere. Basti pensare alla spintarella di Cristiano Ronaldo. Una squalifica che si è quasi trasformata in un caso di stato. Tutto il mondo è paese. In Spagna, però, sono…spagnoli. Si viaggia con i loro tempi.

Si al Var, ma fra…due anni

La moviola in campo dovrà aspettare. La Federcalcio spagnola ha fissato la data: estate 2019. Tutto nasce dalle polemiche susseguite in questo inizio di stagione. Il Var sarebbe servito, ma sarebbe stata più che sufficiente la goal line technology. Tutto risale alla prima giornata: Markel Bergara, poverino, aveva segnato di testa ma nessuno, né l’arbitro, né il guardalinee, sono stati in grado di convalidare il gol. Una situazione che ricorda, per capirsi, il non gol (nel senso che non è stato convalidato neanche quello) di Muntari contro la Juventus.


Ci sarebbe anche un altro precedente…

Eppure anche in Spagna c’è un precedente, anche piuttosto significativo, che dovrebbe insegnare qualcosa: le lancette vanno fermate al 28 marzo scorso quando si gioca l’amichevole fra Spagna e Francia. Risultato: 2-0 per la “Roja” ma grazie alla tecnologia. Il VAR, infatti, permesso di annullare, (fuorigioco) la rete di Griezmann che, fosse stata convalidata, avrebbe garantito il vantaggio ai transalpini. Invece il punteggio è rimasto sullo 0-0 e la partita si è poi chiusa con i gol di David Silva e Deulofeu. Non è bastato, però, ad aprire un discorso che è ancora in fase embrionale. Il Var potrebbe trovare il primo utilizzo, sebbene parziale, in Coppa del Re. Ovvero un controllo “passivo” per valutare l’operato dell’arbitro.