Luigi Pellicone

Più Vecino alle aspettative dei tifosi. Dopo un inizio di stagione piuttosto complicato, il ragazzo sta conquistando la fiducia dell’ambiente nerazzurro, scettico per antonomasia. Il centrocampista uruguaiano ha giocato due grandi partite: padrone del centrocampo con il Milan, efficace nello spezzare le trame di gioco e ribaltare l’azione con il Napoli. E Spalletti si gode una mediana finalmente competitiva.

Un buon giocatore, penalizzato dalle aspettative

Vecino è uno degli acquisti più cari del mercato nerazzurro. La dirigenza ha sborsato 24 milioni (in due rate) per strapparlo alla Fiorentina e alla concorrenza. Il centrocampista, invece, ha pagato colpe non sue. Il suo arrivo è stato interpretato come un ripiego, dopo le rincorse inutili a Vidal e Nainggolan. Certo, non è un campione. Però ha qualità, quantità, intelligenza. Un acquisto tanto pagato quanto sottovalutato, in un mercato in cui le valutazioni dei centrocampisti sono salite a dismisura. Le sue caratteristiche sono estremamente funzionali al gioco di Spalletti. Vecino ha tutto nella norma: corsa, tecnica, geometrie, verticalizzazioni, tiro da fuori. Nel nuovo ruolo scambia palla nello stretto e inizia a inserirsi negli spazi, creando superiorità numerica e ribaltando l’azione.

Il lavoro di Spalletti è evidente

Il lavoro di Spalletti inizia a essere rintracciabile: Vecino sta assumendo contorni ben definiti da centrocampista box to box. Un piccolo Nainggolan. Ha “distrutto” il gioco del Napoli e ribaltato, quando è stato possibile, il gioco accompagnando la fase offensiva. Nell’Inter i numeri lo affiancano a Borja Valero per numero di palloni recuperati e giocati, offrendo, fra l’altro, sempre una sponda al compagno sia in fase di appoggio che di accompagno nel pressing. Quanto basta, insomma, per ritagliarsi un ruolo da protagonista in una squadra che sta facendo sognare i tifosi. L’Inter vista a Napoli forse non vincerà lo scudetto ma è assolutamente competitiva. E non è poco, considerando i disastri delle scorse stagioni.