Redazione

In un paese di 57 milioni di commissari tecnici è difficile mettere tutti d’accordo. E il destino che unisce quasi tutti i selezionatori è scontentare l’opinione pubblica. Beh, di certo la sorte non aiuta Ventura. Infortunati Verratti e Belotti, che sarebbero stati utilissimi. Poi Pellegrini e De Rossi. Indisponibile anche Marchisio. Una vera ecatombe che ha costretto il ct a scelte  che non avrebbe fatto, e adesso considerate impopolari.

Le scelte del ct a centrocampo…

Certo, seppur ridotti maluccio nel ranking (mai così in basso, secondo la Fifa)  e ai minimi termini come rosa, Albania e Macedonia si possono battere. Resta comunque destinata a far discutere la scelta di rinunciare a Jorginho, nonostante le assenze di De Rossi e Verratti. Al suo posto Gagliardini, reduce da un periodo più nero che azzurro all’Inter e Cristante, che sembra invece essersi ritrovato sotto la cura Gasperini. E poi Barella, stellina del Cagliari “scippata” alla Under 21 . Sorpresa? Neanche tanto. Ventura è l’ideale per i giovani: quindi è naturale che propenda ad utilizzarli. In ogni caso la maglia da titolare sembra saldamente in mano a Parolo. Molto più di un rimpiazzo. Il centrocampista laziale è fra i migliori interpreti del ruolo ed è in ottima forma. In una nazionale che rinuncia al regista, la scelta più logica

E quelle in attacco

Out Belotti, tutti pensavano che la scelta ricadesse su Zaza. Forse qualcuno ha pensato persino a Balotelli. In questa ottica Ventura è stato chiarissimo: i due calciatori non sono “azzurrabili”. Anzi. Sono lontani dai suoi pensieri. Forse non adattabili al modulo, sicuramente non nelle grazie del ct che ha scelto Inglese. La rinuncia a Zaza è certamente meno “mediatica” rispetto all’ennesimo “no” nei confronti dell’attaccante del Nizza che pur sta vivendo un buon momento. Se andasse premiato il talento, Balotelli avrebbe un biglietto in first class per il volo a Mosca. Troppe, però, le occasioni sciupate. E difficilmente avrà altre chance.