Riccardo Stefani

O dentro o fuori. Non ci sono alternative. Molti italiani nel corso del week-end hanno sperato in un cambio di rotta e magari in un cambio di modulo. Sarebbe il terzo modulo sperimentato? Sì, assolutamente, e finché non si trova quello giusto per valorizzare i talenti (perché ce ne sono davvero molti) bisognerebbe continuare a cambiare. Il 4-2-4 non ha funzionato contro la Spagna, il 3-5-2 non ha funzionato contro la Svezia. Considerando la moltitudine di esterni offensivi convocati (Insigne, El Shaarawy, Gabbiadini, Bernardeschi, con Florenzi e Candreva più che adattabili) molti tifosi non si spiegano perché Ventura non pensi al 4-3-3. Beh, il CT non è Sarri e pare optare di nuovo per il 3-5-2 con Gabbiadini di punta, e già questo sembra un altro sgarbo al Napoli.

Jorginho tra i 4

L’italo-brasiliano del Napoli sembra essere della partita stasera ma non nella sua posizione consueta. O meglio: giocherà presumibilmente nella parte centrale del centrocampo azzurro ma avrà il doppio degli uomini attorno rispetto a quelli a cui è abituato. E tra l’altro Parolo e Florenzi sono quasi opposti come stile di gioco ad Allan ed Hamsik. Comunque. Nel momento in cui la palla al centro del rettangolo verde stazionerà tra i piedi del (presumibilmente) pressatissimo Jorginho, mancando di fatto due ali pure (se entrambi i tornanti chiamassero palla sul fondo, in caso di intercettamento sarebbe una tragedia) il regista potrà cercare solo di alleggerire o al limite cercare Gabbiadini ed Immobile che dovranno vedersela con i giganti della retroguardia gialloblù allargandosi ed aspettando l’inserimento. Sembra proprio un tentativo di complicare qualcosa che in realtà sarebbe semplice.

Insigne l’incompreso

In un ipotetico 4-3-3, invece, Ventura si potrebbe giovare dell’imprevedibilità dell’ala di Frattamaggiore, corteggiata con la maglia numero 10 e poi relegata in un posto che, dato il talento, gli sta davvero stretto. Ovviamente in un 3-5-2 in pochi se la sentirebbero di schierare Lorenzo il Magnifico in quanto non è mai stato un esterno a tutta fascia. Le poche comparse racimolate nelle scorse partite sono stati più tentativi di scoprirlo seconda punta “alla Dybala” ma in quel ruolo piuttosto ci si vedrebbe meglio il Faraone della Roma in evidente stato di grazia. Lorenzo scalpita ed in caso subentrasse nel secondo tempo dovrà provare a convincere tutti, ma proprio tutti, di meritare il posto e di meritarlo in una squadra costruita per i giocatori che ne fanno parte e non su repertori usati e forse anche un po’ logori.

Gabbiadini… è un evidente provocazione ai sarristi?

Comunque, anche stasera, presumibilmente Maurizio Sarri si gratterà la testa quando vedrà le squadre schierate: non solo per il modulo e per l’assenza di Insigne. Per non variare il modulo (già fortemente contestato) Ventura ha pensato che, viste le opache prestazioni di Belotti ed i suoi recenti acciacchi, accompagnare Immobile con una punta mancina potrebbe smuovere qualche equilibrio lì davanti. Si dà il caso che l’unica punta mancina sia Manolo Gabbiadini, l’indiretto artefice della scoperta delle qualità da centravanti di Mertens. Il tecnico azzurro, quello toscano, non sembrava apprezzare molto l’ex Sampdoria costretto a cercarsi un posto al Southampton. Vedere Insigne in panchina, Jorginho privato del riferimento delle ali e Gabbiadini accanto a Immobile potrebbe causare moltissime polemiche nei prossimi giorni. Perché, in fondo, noi italiani siamo sessanta milioni di allenatori. Più precisamente sessanta milioni di Sarri.