Redazione

In attesa dell’ineluttabile. O incollato alla poltrona? Il destino di Ventura è segnato. É già un ex. Quello di Tavecchio, invece, è legato al suo senso di responsabilità. Gianni Malagò, il presidente del Coni, il capo dello sport Italiano, lo ha invitato alle dimissioni. La Riunione FIGC indetta a Roma chiarirà molti punti: la presenza dell’allenatore che passerà alla storia per aver mancato un Mondiale dopo 60 anni, non è prevista.

Il fallimento non gli sarà perdonato: paga per tutti?

Resta solo da capire quale siano i vincoli di separazione perchè Malagò ha sottolineato che il rinnovo sino al 2020 era legato, conditio sine qua non, alla qualificazione mondiale. Beh, a questo punto il destino è già compiuto. Restano pochi mesi di contratto. Il CT si dimetterà o sarà esonerato? Ai fini sportivi cambia poco: in termini economici, tutto. E c’è anche da valutare la posizione dei vertici della Federcalcio. Del resto, si parla di un ramo (calcio) di una azienda (CONI) che frutta milioni di euro. Molti dei quali destinati ad andare in fumo fra mancati ricavi e fuga degli sponsor. Quanto basta per spingere i vertici dello sport italiano a interrogarsi. In questo senso il presidente è stato molto chiaro.

Ventura è già un ex, ma Tavecchio?

Emergono particolari interessanti sul futuro sia di Ventura che di Tavecchio. La scelta dell’attuale CT, come sottolinea Malagò, era legata alla supervisione di Marcello Lippi che poi si è defilato. Dunque chi ha condotto la nazionale allo sfacelo non era neanche una prima scelta? Molto diplomaticamente Malagò lo definisce elemento di una filiera in “Un ruolo e una valutazione evidentemente sbagliato”. Per quanto riguarda Tavecchio, invece, l’affondo è durissimo. Il presidente del CONI, ovvero la massima espressione dello sport Italiano, suggerisce al capo del calcio di dimettersi. Se non altro per rispetto di ciò che, sinora, ha fatto di buono. Cosa succederà?