Redazione

C’è anche un Italia che vince: una capace di strapparci un sorriso, dopo il funerale celebrato con la Svezia. L’Under 21 di Gigi Di Biagio rimonta la Russia, porta a casa una bella vittoria di carattere e lascia in eredità tre profili su cui poter puntare.

Verde, c’ancora tempo per stupire

Ricordate Daniele Verde, classe 1996, lanciato giovanissimo dalla Roma? Bene, dopo aver stupito per un paio di partite è tornato nell’anonimato compici alcuni comportamenti non esattamente professionali. Tanta panchina, poi un fugace apparizione a Frosinone dove non ha lasciato grandi ricordi. É ripartito con grande umiltà, ad Avellino: 8 resti e 5 assist in 32 partite. Quanto basta per convincere Pecchia a puntare nuovamente su di lui. Le caratteristiche sono note. L’esterno del Verona ama giocare sulla fascia destra per rientrare con il mancino e provare la conclusione a rete, rigorosamente di precisione o a giro. Ha le caratteristiche giuste per tornare protagonista.

Orsolini, un mancino veloce e potente

Riccardo Orsolini, classe 1997: inseguito da mezza serie A, l’ha spuntata la Juventus che lo ha girato all’Ascoli in serie B dove si è immediatamente inserito. Veloce, potente, imprendibile nel breve grazie alla rapidità di tocco e controllo di palla. Grande equilibrio, riesce a saltare l’uomo con grande facilità, cambiando spesso direzione senza perdere la conduzione di palla. Abile negli smarcamenti, ama ricevere palla sulla fascia, a prescindere sia destra o sinistra, per trovare poi la posizione ideale accentrandosi oppure tagliando alle spalle del marcatore. Esterno o seconda punta, sicuramente da seguire.

Barella un prototipo di campione

Il top è Barella: già pronto per il prossimo ciclo azzurro nasce trequartista ma si è sviluppato come tuttocampista capace di abbinare qualità e intensità. Un moto perpetuo da un’area all’altra, quel giovanissimo in grado di ricoprire l’insidioso ruolo del centrocampista box-to-box. Non per niente il paragone ed il modello, seppur particolarmente impegnativo, è Steven Gerrard, non l’ultimo arrivato. Destinato a una grande carriera, è pronto al grande salto. Per ora ha in testa solo il Cagliari. Il tempo gioca dalla sua parte a aiuterà a capire sino a dove può spingersi l’asticella dell’ottimismo. Alzarla, sarebbe il minimo.